Ci sono degli indicatori che evidenziano un leggero ipercomprato di breve ma i grafici continuano a rimanere impostati al rialzo. Cosa attendere da ora in poi e quali potrebbero essere i pericoli? Come più volte spiegato su queste pagine, in ogni momento sui mercati potrebbe accadere qualcosa che potrebbe cambiare la tendenza in corso. Cosa ad esempio? Dati macroeconomici o elementi esterni ai mercati stessi.
La cosa più sensata e più intelligente da fare è quella di sgombrare la mente da qualsiasi preconcetto e seguire sempre e solo la tendenza.
Questa dirà in ogni momento dove si trovano i prezzi e dove potrebbero andare da quel momento in poi. Alla luce di quanto esposto, da ora in poi quale strada verrà seguita dai mercati? Lo scenario settimanale ora prevede ulteriori rialzi a Wall Street ma procediamo per gradi.
Quali sono i livelli da monitorare per capire la prossima direzione dei listini?
Dow Jones
Tendenza rialzista. Primo indizio ribassista con una chiusura giornaliera inferiore a 35.934. Ribasso duraturo con una chiusura settimanale inferiore a 35.915.
Nasdaq C.
Tendenza rialzista. Primo indizio ribassista con una chiusura giornaliera inferiore a 15.825. Ribasso duraturo con una chiusura settimanale inferiore a 15.543.
S&P 500
Tendenza rialzista. Primo indizio ribassista con una chiusura giornaliera inferiore a 4.679. Ribasso duraturo con una chiusura settimanale inferiore a 4.595.
Quali erano le attese per la settimana in corso?
Minimo fra lunedì e martedì (probabilmente oggi) e poi rialzo fino a a venerdì, giornata di probabile massimo. Al momento lo scenario viene confermato
Lo scenario settimanale ora prevede ulteriori rialzi a Wall Street. Come comportarsi quindi?
Continuare a mantenere le posizioni rialziste aperte il 19 ottobre nei primi minuti di contrattazione e di volta in volta si alzeranno gli stop a protezione.
Su quali titoli continuare a puntare?
Apple, Amazon, Google, Microsoft e Netflix. Non è ancora il momento di comprare Meta (ex Facebook) perché il ribasso in corso non è finito.
Si raccomanda comunque di mantenere la maggiore esposizione del portafoglio destinata all’azionario investita sull’indice azionario mondiale così diversificato: 50% America, 30% Europa e 20% Asia e Paresi emergenti.