In questo articolo affrontiamo soprattutto il tema di come possa impattare la nuova variante del Covid sugli scenari prospettici, integrando quanto già oggetto di pregresse analisi.
Il Covid sta infatti dimostrando di non arrestarsi nella sua generazione di nuove varianti.
L’ultima in ordine di tempo, denominata Omicron, è stata per la prima volta riscontrata in Sudafrica, anche se questo non significa necessariamente che si sia generata in quel Paese.
Ma cosa sappiamo, al momento, su questa ennesima mutazione, che sta generando timori ed ansia sia a livello sanitario, che economico?
In realtà molto poco, tanto che gli esperti al momento neppure si sono potuti pronunciare con certezza sull’eventuale efficacia dei vaccini sinora disponibili.
Basti dire che, in caso di inefficacia, peraltro da parte di taluni esperti già ventilata, il rischio è che si debba tornare anche a nuove ipotesi di lockdown, con inevitabili ripercussioni anche sotto il profilo economico.
L’elemento di cui tener conto negli scenari prospettici: le nuove varianti del Covid
Una caratteristica dei virus è proprio la capacità di generare varianti e sottovarianti.
Con tutti gli inevitabili rischi, che questo comporta.
Nel caso della variante Omicron tale elemento si riscontra essenzialmente nelle modifiche ad alcune parti della proteina spike. È proprio su tale componente, che la totalità o quasi dei vaccini attualmente disponibili fa leva, per attivare la risposta immunitaria.
Nonostante i già decretati blocchi aerei, la presenza delle variante è stata peraltro accertata anche in diversi Paesi europei, tra cui Italia, Germania, Belgio, Olanda, Gran Bretagna.
Sorge pertanto quanto meno il dubbio che non sia riconducibile solo ad una limitata efficacia del vaccino nel tempo, la recrudescenza della pandemia in corso.
Ma anche a nuove varianti, proprio come quella scoperta in Sudafrica.
Secondo taluni dotata quindi di una capacità di diffusione tale, da poter soppiantare quella attualmente dominante, la delta, nel caso venisse confermata la capacità di sfuggire ai vaccini.
Una sensibile variazione nella struttura della spike rischia infatti, come dicevamo, di indurre un effetto di mancato riconoscimento da parte del sistema immunitario.
La conseguenza è quindi soprattutto quella di non sapere bene cosa fare. Soprattutto in assenza di un vaccino ancora non disponibile nei confronti di questa ed altre possibili varianti e sottovarianti. A parte le ormai consolidate misure di protezione individuale, come distanziamento e mascherine.
Ed anche il recente provvedimento di chiusura del traffico aereo proveniente da taluni paesi ci riporta, con la memoria, proprio alla fase iniziale della pandemia. Quando ancora non c’erano molte informazioni sul virus, ed i provvedimenti contro la sua diffusione riconducevano essenzialmente a restrizioni della libertà di movimento, sino ad arrivare al lockdown.
Le conseguenze economiche
Il principale risvolto economico di tale situazione è quindi riconducibile ad un timore diverso, rispetto a quello relativo alla semplice diminuzione di fatturato per tutte quelle attività che risentiranno della perdita di clienti, che potrebbero usare solo il Green Pass “classico”, dopo l’introduzione del nuovo decreto.
Elemento che, in assenza della Omicron, poteva appunto essere interpretato come principale causa dell’inversione nella curva dei rendimenti italiana e delle relative ripercussioni finanziarie.
Ma negli scenari prospettici si deve tener conto, quindi, anche di questa nuova variante.
Con la possibile conseguenza, quindi, non solo di un contenimento della fase espansiva, ma anche del rischio di nuove chiusure e, si sa, i mercati finanziari aborrono soprattutto situazioni di incertezza.
Questo il principale fattore che, dopo l’avvertimento dato dalla curva dei rendimenti, ha condotto, non a caso, ad un allargamento della fase ribassista sui principali listini azionari.
Nuove tensioni politiche
Ma la curva dei rendimenti non risente solo di dubbi e timori economici, che si stanno incrementando per i motivi superiormente esposti.
Contribuisce anche una sostanziale incertezza sulle prospettive politiche a determinare tensioni, che si riflettono sulla yield curve.
A tale riguardo, occorre infatti considerare un elemento da non sottovalutare.
La Lega non era presente nel secondo governo a guida Conte, che è stato il primo a doversi occupare della pandemia. Partito tra i più contrari, nel novero delle attuali forze di maggioranza, a restrizioni delle libertà.
E, quindi, ora accetterebbe nuove restrizioni, compresi eventuali lockdown e obblighi vaccinali generalizzati?
Le diverse visioni su questo tema, non solo tra maggioranza ed opposizione, ma anche tra i partiti che sostengono l’esecutivo, potrebbero incrementare ulteriori dubbi. Dubbi che andrebbero a formarsi sulle prospettive di tenuta economica e politica, con tensioni che, ancora una volta, finirebbero per scaricarsi sulla curva dei rendimenti.
Ma perché proprio ora i mercati hanno reagito negativamente all’inversione della curva italiana?
Approfondiamo di seguito il perché i mercati proprio ora abbiano reagito così negativamente all’inclinazione ribassista di un tratto della curva italiana.
L’inversione della curva è intervenuta nel tratto tra 1 e 2 anni.
In base ad alcuni parametri interpretativi, questo elemento dovrebbe comportare una proiezione di peggioramento previsto entro una scadenza di medio termine, ricompresa tra 1 anno e 18 mesi.
Ma, come noto, i mercati anticipano spesso fenomeni economici di un corrispondente lasso temporale, appunto di circa 12/18 mesi. Ecco, quindi, che la proiezione entro 18 mesi ed il suo riflesso, in un uguale lasso temporale anticipato sui mercati, si sovrappongono e possono essere stati una della cause dell’estensione ribassista.
Situazione tecnica
Sul nostro Ftse Mib occorre rilevare prima l’interessamento della seconda area target già proiettata e quindi la sua mancata tenuta. Tale evento ha comportato l’attivazione di pattern più ampi, ed uno di questi indicherebbe una ulteriore area target come già raggiunta. Ma su tali dinamiche, concludendo sul tema “L’elemento di cui tener conto negli scenari prospettici: le nuove varianti del Covid”, rinviamo ad un prossimo articolo.
A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT“