Le attese degli analisti per i mercati azionari del 2021

FAANG

La quiete dopo la tempesta. Questa, in estrema sintesi, potrebbero essere le attese degli analisti per i mercati azionari del 2021. O per meglio dire della maggior parte di essi. Infatti dopo un ciclone come quello del Covid, si è assistito ad un’elezione presidenziale USA tra le più contestate e incerte degli ultimi anni. Il tutto mentre le Banche Centrali hanno nuovamente confermato di voler contrastare le incertezze sui mercati mettendo mano a tutte le armi in loro possesso.

Eppure rimangono ancora molti punti interrogativi sul futuro. Ma una cosa è certa: l’arma migliore per chi decide di investire sul lungo termine resta sempre la diversificazione. Unita anche ad una certa dose di flessibilità. Infatti, le più volte citate incertezze, possono dare improvvise occasioni d’acquisto per sfruttare le quali sarebbe provvidenziale una certa dose di liquidità.

La view di Morgan Stanley

Ad essere fiduciosi sul futuro sono, per primi, gli analisti di Morgan Stanley. Anche se, loro stessi lo fanno notare, il fatto che i listini a stelle e strisce, in particolare l’S&P 500, stiano registrando i massimi storici nonostante ci sia in corso una pandemia mondiale dai risvolti imprevedibili, deve imporre a chi investe la massima cautela. Ad ogni modo tutto dipende non tanto dal virus ma dalla diffusione dei vaccini e soprattutto dai loro iter di approvazione.

Infatti ad un maggior numero di molecole disponibili sul mercato deve corrispondere necessariamente anche una loro maggiore affidabilità. Proprio questo, sottolineano da Morgan Stanley, permetterà non solo l’eventuale ripresa ma rappresenterà anche lo strumento migliore per capirne il vigore. I primi settori da monitorare, nel caso questa ripresa si dimostrasse solida e affidabile, sono senza dubbio quelli legati ai viaggi e alla ristorazione, i primi settori che hanno pagato il prezzo più alto.

I titoli tech

Andando oltre la view di Morgan Stanley c’è poi la questione dei titoli tech. Le attese degli analisti per i mercati azionari del 2021 includono anche quello che è stato il settore protagonista degli scorsi 12 mesi. Dopo un lungo rally visto nel 2020, il cambio delle abitudini e quindi la ripresa dell’interazione, potrebbe rallentarne la corsa. Il che porterebbe a varie conseguenze. Basti pensare che i cosiddetti FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google) pesano per il 20% del totale sull’S&P 500.

Un calo delle performance affosserà l’indice intero oppure gli investitori volgeranno le loro attenzioni altrove permettendo il riequilibrio? Ma parlando di indici, soprattutto dall’altra parte dell’oceano, un altro da tenere d’occhio, è il Russell 2000, ovvero l’indice delle small cap. Infatti guardando il suo andamento, salta all’occhio il fatto che sia salito del 18,3% a novembre e di oltre l’8% a dicembre dell’anno scorso. Non è un caso: le piccole capitalizzate tendono a sovraperformare durante le riprese economiche.