Lavorare, Investire & guadagnare a Tenerife

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Siamo giunti alla quarta puntata di Alternativa Tenerife, lo spunto lo colgo dalle notizie pubblicate ieri dalla Seguridad Social (l’Inps spagnolo), notizie in chiaro scuro dopo tre anni di successi della riduzione del PARO (l’indennita’ di disoccupazione spagnola) e l’aumento dei nuovi iscritti.

Per la prima volta in tre anni si e’ registrato un aumento de il numero dei richiedenti il paro, mentre i nuovi affiliati alla Seguridad Social continuano a crescere in tutta Spagna di un 3,24% con 557.437 nuovi posti creati in un anno.

Si parla di Spagna, ma le Canarie con poche altre Comunita’ autonome sono in prima linea nella creazione di nuovi posti di lavoro. Ho sentito anche che le Canarie, si associeranno alle Baleari per rappresentare sempre meglio a Bruxelles le richieste dei due duestinos turistici spagnoli insulari. Parlero’ spesso del fenomemo Baleari, dove pero’ ricordo la stagione dura solo alcuni mesi, mentre alle Canarie ci sono almeno 10 mesi all’anno di tutto esaurito.

Le Baleari sono famose per la movida estiva, per le discoteche e per l’altissimo costo degli affitti delle case. Questo negli ultimi due anni ha impedito a tantissimi lavoratori stagionali di accettare le lucrose offerte di lavoro per l’impossibilita’ di trovare un letto che non erodeva tutto il guadagno della stagione estiva.

Anche a Tenerife stiamo arrivando a questi livelli, l’altro giorno mi hanno presentato un simpatico barista siciliano, lavora da mesi con l’obiettivo di far trasferire a Tenerife anche la famiglia.

Vani i suoi sforzi di trovare un alloggio a buon prezzo, anche lontano dalle zone turistiche avendo un mezzo di trasporto. Io “sembrava” avessi trovato un alloggio ottimale per lui con rapporto qualita’ prezzo, consegnate le info, una serata per riflettere, avuto il suo ok, ho chiamato la padrona di casa canaria che pero’ il giorno prima aveva gia’ accettato un’altra proposta…

Questo per far comprendere la vitalita’ del mercato degli affitti sull’isola anche al di fuori delle zone turistiche, dove ormai e’ molto difficile trovare alloggi a larga temporada, liberi e a canoni accessibili.

Torno al tema del lavoro, rispolverando un articolo del L’articolo trovato sul Pais data 8 giugno 2016, che indicava esattamente dove si creava occupazione in Spagna negli ultimi mesi e titolava:

“Hostelería y comercio, los sectores que más empleo crean pero donde más bajan los sueldos” Los costes laborales por hora trabajada crecen de media un 0,7% en tasa anual pero se reducen con fuerza en áreas muy intensivas en creación de puestos de trabajo”.

A Tenerife l’hosteleria ed il commercio assorbono tantissimi lavoratori, il boom turistico ha creato posti di lavoro, solo che l’offerta di mano d’opera in eccesso fa calare le retribuzioni e la valorizzazione delle professionalita’ e questo a molti sta diventando stretto.

Sommando il “problema dell’alloggio” sono variabili che vanno tenute in considerazione prima di un trasferimento di lavoratori italiani dal nostro Paese, dall’Inghilterra o dall’Australia. In questi anni ho incontrato tantissimi giovani che hanno avuto esperienze in questi Paesi e che volevano godersi il sole delle Canarie e continuare a lavorare in un ambiente molto internazionale, specie avendo fatto esperienza in Paesi dell’area britannica, a cui aggiungo anche la verde e piovosa Irlanda, dove i salari sono buoni come sono abbondanti le piogge.

Sull’isola infatti la precarieta’ lavorativa e’ costante, anche per i continui traspasi di attivita’, di molti bar e ristoranti, e quindi e’ facile deprimersi per questo.  Al contrario i controlli degli ispettori della Seguridad Social si fanno poi sempre piu’ pressanti, specie nelle attivita’ in prima linea, il lavoratore tenuto senza contratto “puo’ costare” anche sino a 3500 euro di sanzione. Le continue visite degli ispettori non hanno pero’ debellato totalmente il lavoro senza contratto in Las Americas e Los Cristianos. Quindi ancora oggi il malcostume di lavorare senza contratto deve essere tenuto in conto visto il gran numero di aspiranti per ogni posto disponibile.

Rammento poi che per inserirsi nel mercato del lavoro di Tenerife sono necessarie buone conoscenze linguistiche, spagnolo in testa e inglese, una reale professionalita’, capacita’ di improvvisare e flessibilita’ e una buona dose di sopportazione specie nei primi mesi di ambientamento…

Tutto facile quindi? Neanche per sogno, una amica una volta mi diceva, sara’ l’isola a scegliere e chi non si adatta, trova oggi all’estero  porte sempre  piu’ chiuse visto le politiche sempre piu’ protezionistiche dei Paesi, Brexit ed ora anche nell’Usa di Trump!

PIANIFICARE; RISPARMIARE; STUDIARE; INFORMARSI i mantra di chi vuole venire a lavorare o investire a Tenerife del BOOM TUTISTICO!

Arrivo anche al settore imprenditoriale, le bonificazioni (agevolazioni) per gli autonomi , giovani e meno giovani decise dal Governo Rajoy e in questi giorni forse rinnovate e migliorate grazie al partito Ciudadanos, hanno permesso di aprire una piccola attivita’ a spagnoli e stranieri. Professionisti, artigiani italiani hanno potuto iniziare con agevolazioni una nuova avventura sull’isola, godendo allo stesso tempo della sanita’ canaria, grazie all’iscrizione della Seguridad social.

Altri hanno scelto la via dell’apertura delle societa’ SL (le nostre srl), una SA, societa’ anonima con capitale piu’ elevato e le famose e decantate aziende SL ZEC (che devono essere approvate e che possono godere di una fiscalita’ agevolata al 4%).

Le difficolta’ degli imprenditori possono essere simili a quelle dei lavoratori, poca preparazione, fretta, poche risorse per sostenersi nei mesi di avviamento, un mercato veramente internazionale con clienti da 140 Paesi. Tutte difficolta’ ma anche opportunita’ per imprenditori italiani forgiati dai rapporti con la burocrazia italiana, che nelle Canarie invece grazie alla “cita previa”  (appuntamenti conconcordati), all’uso dell’informatica, possono dedicarsi piu’ ad organizzare la propria attivita’ che alle visite al commercialista.

Tutto facile anche qui? Neanche per sogno, le opportunita’ per gli italiani si moltiplicano nel settore delle costruzioni (in grande ripresa grazie all’incremento delle compravendite private de alla ristrutturazione di molti Hotel), servizi informatici, manutenzione varia, assistenza al turista, cose che per decenni abbiamo fatto al meglio, prima di perdere la giusta via nel BEL PAESE…

Gli investitori nel settore immobiliare che vivono di affitti e che si godono il sole?

Loro hanno fatto BINGO, le case avevano prezzi vantaggiosi sino all’estate scorso e la domanda abitativa e’ andata alle stelle, sia nelle zone turistiche sia in quelle limitrofe come accennato all’inizio.

Opportunita’ finite? Io dico di NO, anzi andando a cercare quelle realta’ immobiliari magari meno conosciute della prima linea, ormai divenuta carissima, offrono ancora rendimenti almeno del 7%, curare bene gli affari, la fiscalita’, l’attenzione al cliente fanno poi la differenza anche chi vuole investire nel mattone ericavare una corposa rendita.

L’ultima puntata avevo citato l’ultimo progetto alberghiero, l’Hard Rock Hotel, strutture simili  verranno sempre piu’ potenziate, come la costruzione di appartamenti di lusso, l’isola sta cambiando, i grandi investimenti del Cabildo stanno attirando sempre piu’ un turismo di qualita’ che trova sicurezza,  divertimento, costi accessibili, bel tempo e basse tasse almeno sino al 2029…

Alla prossima

Dott. Riccardo Barbuti