Chi soffre di allergie ai pollini potrebbe vedersela molto grigia in questo periodo. Occhi arrossati, starnuti, prurito al naso e alla gola oltre ad eventuali problemi respiratori. La primavera che abbiamo tanto aspettato potrebbe rivelarsi una stagione complicata per molti di noi.
Assosalute stima, infatti, che ogni anno un adulto su cinque viene colpito da allergia, ben il 19,5%. Percentuale che sale negli under 30, passando ad una media di 1 su 4. Dalle previsioni si stimerebbe infatti che potrebbe addirittura soffrirne il 50% degli italiani nel 2022.
Ma in realtà, se ci cola spesso il naso, potrebbe anche non trattarsi di normale raffreddore o allergia. Meglio rivolgersi al proprio medico perché si tratta di un sintomo diffuso che potrebbe essere legato ad altre patologie.
L’allergia ai pollini è un vero incubo in questo periodo, ma attenzione ai falsi miti su questi malanni di primavera
Nei casi accertati più lievi, in genere, si prescrive l’uso di colliri in presenza di congiuntiviti molto blande. Oppure lavaggi o spray nasali che vanno a pulire le cavità nasali dagli allergeni. Ma se la situazione peggiora, il medico potrebbe prescrivere farmaci antistaminici abbinati ad una dieta specifica.
Le fake news e le bufale più diffuse
Ma non sempre tutte le informazioni che riguardano le allergie hanno fondamento scientifico. La più diffusa probabilmente è quella secondo cui i temporali darebbero sollievo. Come riporta l’autorevole Istituto Humanitas, è vero che nei giorni soleggiati vi è maggiore produzione di polline. Ma nelle fasi iniziali dei temporali, vento e vortici d’aria potrebbero risollevare i pollini e aumentare il rischio di allergie.
Un’altra convinzione comune è che gli spray broncodilatatori andrebbero usati più volte al giorno per essere efficaci. Se l’asma è di natura lieve si potrebbero usare quelli a breve durata d’azione. Spray quindi che agiscono entro pochi minuti dall’assunzione e che durano anche 4 o 6 ore. Senza esserci il bisogno di utilizzi frequenti.
Mettersi al volante dopo aver assunto antistaminici
Gli antistaminici più datati potevano portare alcune controindicazioni lamentate da molti pazienti. Sonnolenza o mancanza di concentrazione tra i più comuni, ma in quelli di seconda generazione non sarebbe così. Antistaminici come loratadina, desloratadina, cetirizina, per citarne alcuni, sarebbero meglio tollerati, limitando così sintomi come la sonnolenza.
Per finire, chi è allergico alle graminacee dovrebbe evitare pasta e pane. Ma non sempre questa allergia comporta l’eliminazione di alcuni alimenti derivati dai cereali. Solo nel caso in cui ci sia una reattività agli alimenti, per questo è bene evitare le diete fai da te.
Quindi, anche se l’allergia ai pollini è un vero incubo in primavera non facciamoci condizionare dalle fake news. Per stabilire una cura adeguata bisogna rivolgersi all’allergologo ed effettuare tutti gli esami del caso. Il più semplice è il prick test, un esame diagnostico cutaneo che permette al medico di controllare la reazione allergica.
Ma non è l’unico, esistono esami più specifici, come la spirometria, che valuta l’eventuale ostruzione delle vie aree. Oppure l’endoscopia e la citologia nasale, per ispezionare la cavità nasale e analizzare le cellule della mucosa.
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