L’allarme per frutta e verdura viene dal post maltempo

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Non bastava il coronavirus ora l’allarme per frutta e verdura viene dal post maltempo. Sono giorni difficili per l’agricoltura che viene messa in ginocchio dal calo delle temperature. Nevicate e gelate fuori stagione con gli agricoltori che non sanno a che Santo votarsi.

Le coltivazioni distrutte

In queste ore il maltempo ha danneggiato campi coltivati a frutta e verdura e renderà più difficile l’approvvigionamento in questo periodo già tragico per il coronavirus. La Coldiretti ha fatto un monitoraggio dal Nord al Sud per fare una stima dei danni a seguito del maltempo fuori stagione che ha portato la neve e il gelo inaspettato. Siamo stati colpiti da uno degli inverni più caldi registrati dal 1800 con una temperatura di 2 gradi in più rispetto alla media.

Neve e gelo quale frutta e verdura hanno distrutto

Sugli alberi di pesco, albicocco e mandorlo con i fruttini, su ciliegi e susini in fiore e sui filari di pere, mele e kiwi con le gemme è caduta la neve e il gelo ed ora il danno è servito.

Per salvare il salvabile gli agricoltori devono mettere mano alla tasca e spendere molti soldi. Ci sono alcune pratiche agricole che possono aiutare in questo momento di freddo e gelo. La strada da seguire è aumentare la temperatura accendendo dei fuochi tra i filari, aprire i teli antigrandine in modo da creare un effetto serra. Nei campi dove si coltivano le primizie di stagione come carciofi, asparagi, bietole, cicorie, piselli la fotografia è la stessa.

Aumentata la spesa di frutta e verdura

Abbiamo letto da più parti della fake-news che le vitamine fanno bene per proteggersi dal coronavirus. E’ invece vero che le vitamine aiutano a rafforzare il sistema immunitario. Su questa scia nel carrello della spesa tutti si sono affrettati a mettere frutta e verdura in quantità e il consumo è aumentato vertiginosamente. L’allarme per frutta e verdura viene dal post maltempo e i consumatori ora sono preoccupati.

Cambiamenti climatici quanto ci costa in agricoltura

Purtroppo questi repentini cambi di clima ci costano tanti soldi tra perdite della produzione agricola e danni alle strutture e alle infrastrutture. Si fa una previsione di 1 miliardo all’anno.