L’agro-business del Brasile fa invidia, la Russia promette di aprire una fabbrica di fertilizzanti a Mato Grosso do Sul

fertilizzanti

In un Mondo ormai diviso in due con due calamite centrali differenti, la Russia e l’Ucraina, assistiamo ad una duplice e diversa strategia. Gli Stati Uniti proprio ieri tramite l’USDA (Dipartimento dell’Agricoltura) hanno annunciato 670 milioni di dollari. La cifra servirà a fornire supporto alla crisi alimentare che potrebbe riguardare molti Paesi in seguito all’invasione russa dell’Ucraina.

Nell’emisfero Sud

Sorte diversa per i Paesi cosiddetti neutrali, che cioè non sostengono le sanzioni contro la Russia né si espongono in una condanna netta dell’invasione. Infatti pare rafforzarsi la solidarietà tra i Paesi Brics. Si tratta di Brasile, India, Russia e Cina. Realtà che hanno in comune almeno quattro aspetti e cioè l’estensione territoriale, la densità della popolazione, le risorse naturali e il PIL. Il caso del Brasile è abbastanza singolare perché è riuscito a strappare a Mosca una promessa: la costruzione di una fabbrica di fertilizzanti a Mato Grosso do Sul. E come se non bastasse Putin ha garantito l’invio di circa 24 navi russe con 678 tonnellate di clorato di potassio. Una siringa per l’agricoltura e gli allevamenti che fa invidia al Mondo intero. Apprendiamo il tutto dalla pubblicazione di un documento da parte dell’ISPI a firma dell’analista Emiliano Guanella.

L’agro-business del Brasile fa invidia, la Russia promette di aprire una fabbrica di fertilizzanti a Mato Grosso do Sul

Il grande Paese retto dal Presidente Jair Bolsonaro è forte sostenitore della via della neutralità rispetto al conflitto. A preoccuparlo in particolare sono le conseguenze negli equilibri commerciali in America Latina. In primis a creare notti insonni è il problema legato ai fertilizzanti che il Brasile (come molte altre realtà) importa dalla Russia. Infatti, Mosca è un importante esportatore di fertilizzanti utili all’agricoltura che è molto sviluppata nel Paese sudamericano. Apprendiamo dall’ISPI che il Brasile è leader nella produzione di soia, nell’export di carni di pollo e bovina. Se venissero meno i prodotti chimici, tutta la filiera rischierebbe seriamente di interrompersi.

Navi cariche di fertilizzanti

Così in barba a quel che accade nel cuore dell’Europa, il Brasile (a torto o a ragione) se ne lava le mani. Guarda al benessere interno. E l’agro-business del Brasile fa invidia perché 24 navi di prodotti fitosanitari nei Pesi UE sono un miraggio. La criticità magari può essere solo politica. Nel senso che tale posizione non piace certamente a Washington se consideriamo che a mantenere come amica la Russia è il Paese di maggior peso di tutta l’America Latina. Intanto le imbarcazioni con il pieno di fertilizzanti sarebbero già partite da San Pietroburgo e Murmansk. La novella è stata così gradita dal popolo del Canevale che è stato un tripudio social verso il Presidente Bolsonaro.

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