Le statistiche parlano chiaro: il 2019 è stato altamente negativo per le nuove aziende quotate. Molti si chiedono se la cosiddetta rivincita delle IPO potrà riportare questi titoli su livelli decenti.
I principali indici sono ai loro massimi storici, con un guadagno medio del 30% e sappiamo bene come tante società abbiamo raggiunto livelli davvero elevati. E’ interessante notare che nel 2019 tra i titoli azionari dell’S&P 500 solo il 14% ha visto decrescere il proprio valore e 27 su 30 titoli del Dow Jones hanno registrato guadagni. Non da meno i titoli del Nasdaq, indice che ha registrato la performance migliore con il 36% di rialzo da inizio anno.
La brutta esperienza delle IPO
Ma in questo scenario così positivo la controparte negativa l’hanno avuta le società che hanno fatto il loro esordio in Borsa. Un esempio sono titoli come Uber (NYSE:UBER) con -18%, Lyft (NASDAQ:LYFT) -40%, SmileDirectClub (NASDAQ:SDC) -50% o Beyond Meat (NASDAQ:BYND). Su quest’ultimo si è molto discusso riguardo all’andamento che ha ricordato quello di una bolla speculativa, visto che da un +257% è sceso al 18% in soli sei mesi.
Perché le new entry non sono più appetibili?
Una delle ragioni principali dei crolli è la diffidenza degli investitori che si sta sempre più diffondendo verso aziende poco storicizzate, con fondamentali da rivedere oppure prospetti societari che non danno l’idea di solidità. Probabilmente si ha meno voglia di speculazione e più desiderio di guadagni a lungo termine.
La rivincita delle IPO: due titoli che potrebbero ritornare a viaggiare
Un titolo che quest’anno è stato uno dei simboli della volatilità è Fastly (NYSE:FSLY), azienda di servizi Cloud e CDN. Dalla IPO avvenuta a metà maggio ci sono stati tre cambiamenti di trend fino ad ora, passando prima a -38%, poi a +40% ed infine all’attuale -21%. Si capisce bene come gli investitori riguardo al titolo decidano di starne alla larga.
Ma probabilmente il settore in cui opera potrebbe rappresentare un’ancora di salvezza. Stiamo parlando della diffusione sempre maggiore dei servizi di streaming che necessitano di banda e archiviazioni super performanti. Senza parlare poi anche delle possibilità di joint venture con colossi come Disney (NYSE:DIS) o AT&T (NYSE:T) che sono entrati in gioco recentemente.
Una new entry del settore retail
Chewy (NYSE:CHWY), azienda che vende prodotti alimentari per animali domestici, è un altro caso di studio. Sebbene fondata nel 2011, ha fatto il suo esordio a giugno di quest’anno con la sua offerta pubblica iniziale. Al momento (chiusura del 23 dicembre) la sua quotazione è di 28.44$ e perde circa il 18%.
L’azienda ha come competitors nell’e-commerce colossi come Amazon (NASDAQ:AMZN) o Walmart (NYSE:WMT). Ma ciò che sembra essere a suo favore è un altissimo tasso di fedeltà dei suoi clienti acquisiti, con una percentuale dell’80% di persone che ritornano a comprare costantemente. Tra innovazioni nel marketing e spese che tenderanno a scendere per l’incremento dei clienti, le possibilità di risalita per Chewy sono abbastanza elevate.