La relazione di parentela tra i soci è idonea a far scattare la presunzione legale da accertamenti bancari

Cassazione

La relazione di parentela tra i soci è idonea a far scattare la presunzione legale da accertamenti bancari. Presumere la sostanziale sovrapposizione tra interessi personali e societari. Studiamo il caso

La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 24208 del 08/09/2021, ha chiarito alcuni rilevanti profili in tema di accertamenti bancari. Nella specie, il contribuente proponeva ricorso avverso un accertamento derivante da un’attività ispettiva avente ad oggetto le sue movimentazioni bancarie. La Commissione Tributaria Provinciale accoglieva il ricorso, con sentenza poi confermata anche dalla Commissione Tributaria Regionale. I giudici affermavano che l’Ufficio ha il potere di chiedere agli istituti finanziari notizie dei movimenti registrati sui conti correnti bancari intrattenuti dal contribuente. Lo stesso Ufficio può dunque presumere la loro inerenza ad operazioni imponibili, quando si tratti di conti intestati, o cointestati, ad una società di persone.

Ma non anche con riguardo a conti correnti bancari intestati esclusivamente ai soci. Questo, affermavano i giudici, vale però sempre che non venga provato che l’intestazione è fittizia. Oppure che i movimenti bancari sono in realtà riferibili ad operazioni poste in essere dalla stessa società. L’Amministrazione finanziaria proponeva dunque ricorso per cassazione, deducendo che la CTR non aveva fatto uso corretto dei principi in tema di distribuzione dell’onere della prova. Rilevava infatti l’Agenzia che gravava sul contribuente l’onere della prova della non riferibilità delle movimentazioni bancarie alla società di cui era socio.

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La decisione

Secondo la Suprema Corte la censura era fondata. In caso di accertamenti su società di persone a ristretta base familiare, l’Ufficio può imputare alla società le risultanze di conti bancari intestati ai soci. Afferma infatti la Cassazione che La relazione di parentela tra i soci è idonea a far scattare la presunzione legale da accertamenti bancari. In sostanza, in tali casi, gli interessi economici perseguiti dalla società si identificano con quelli propri dei soci. Salva naturalmente la facoltà dell’ente di dimostrare l’estraneità delle singole operazioni alla comune attività d’impresa.

Conclusioni

L’accesso ai conti di terzi e la riferibilità alla società delle movimentazioni sui conti dei soci (o loro congiunti), possono essere giustificati da alcuni “indizi”. Tra questi, ad esempio, il rapporto di contiguità familiare, l’ingiustificata capacità reddituale o l’attività di impresa compatibile con la produzione di utili. E, in tali circostanze, grava sulla società la prova che le somme rinvenute sui conti dei soci o dei loro familiari non siano ad essa riferibili. La sussistenza del rapporto societario comporta dunque l’onere per la società, o il socio, di dimostrare l’estraneità delle operazioni bancarie rispetto all’attività d’impresa.

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