La produzione industriale tiene in Usa

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La produzione industriale tiene in Usa. Dati in calo dall’immobiliare. Trump in azione.

Prosegue la sequela di dati-macroeconomici americani che confermano delle tendenze che si stanno consolidando: da un lato il settore industriale che mostra buona salute e continuità dall’altro ennesima battuta d’arresto dei dati del settore immobiliare anche oggi sotto le attese:

 

Indice dei prezzi delle abitazioni (Mensile) (Ago) 0,3% 0,3% 0,4%
Indice dei prezzi delle case (Annuale) (Ago) 6,1% 6,6%
Indice dei prezzi delle abitazioni (Ago) 266,0 265,4
Entrate di imposte federali (Set) 110,66B 111,50B 109,75B
Indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero (Ott) 55,9 55,4 55,6
Indice Markit PMI Composito 54,8 53,9
Indice dei direttori agli acquisti del settore terziario (Ott) 54,7 54,1 53,5
Vendita di case nuove (Mensile) (Set) -5,5% -1,4% -3,0%
Vendite di nuove abitazioni (Set) 553K 627K 585K

 

Nel dare avere degli effetti sul mercato pare che comunque inizia a prevalere una lettura negativa.

L’S&P500 sta infatti ritestando i recenti minimi.

Nel frattempo ignorando completamente la produzione industriale a lui favorevole, Trump, nel corso della periodica intervista nello studio ovale, si è letteralmente scagliato contro Jerome Powell presidente della FED , accusandolo di avere minacciato la crescita degli Stati Uniti e addirittura di godere per il rialzo dei tassi realizzato contro il suo parere di Presidente degli Stai Uniti d’America.

Ora, il je accuse era atteso ma nel giorno in cui la produzione industriale conferma un ciclo quanto mai solido, forse Trump ha un po’ steccato i tempi. Anche perché come non mettere il rallentamento immobiliare in relazione alla sua politica protezionistica alle frontiere ed alla riduzione delle green card concesse annualmente?

Comunque, una produzione industriale al top come conferma in particolare l’indice dei direttori degli acquisti non basta a Trump per sentirsi appagato in termini di conquista e mantenimento dei consensi.
Infatti , nel corso dell’intervista ha annunciato nuovi tagli fiscali a favore della classe media non specificando bene però da dove deriveranno le coperture che ha definito testualmente:
“based on certainthings” lasciando un punto di domanda in merito alle fonti di finanziamento.

E per finire in bellezza ha anche specificato che la cosiddetta guerra delle tariffe è molto circoscritta e che è da lui vista come mezzo come negoziare piuttosto che non come attentato alla circolazione delle merci.

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