La prima cosa da fare se si rimane sotto una valanga che può salvarci la vita

valanga

Andare in montagna è uno dei più grandi piaceri per un escursionista. Soprattutto durante l’inverno, la montagna può regalarci incantevoli paesaggi fatati.  Una gita in montagna fa bene al corpo e allo spirito, per non parlare dell’opportunità di praticare sport invernali amatissimi, come lo sci e lo snowboard.

Purtroppo però, come tutti sanno, la montagna è anche un luogo pericoloso. Tra i rischi maggiori che si corrono durante un’escursione in montagna, c’è quello di rimanere travolti da una valanga. Nel malaugurato caso in cui questo dovesse succedere, occorre essere preparati a reagire in maniera da aiutare i soccorsi. Ecco la prima cosa fa fare se si rimane sotto una valanga che può salvarci la vita.

Sotto una valanga si perde l’orientamento

Ovviamente, nel caso in cui dovessimo accorgerci che una valanga sta per investirci, il tempo per reagire sarà di pochissimi secondi. Cerchiamo di spostarci lateralmente lungo il fronte della valanga per non venire investiti in pieno nella parte centrale. Abbandoniamo zaini, racchette o equipaggiamento pesante per muoverci più in fretta. Cerchiamo anche di aggrapparci a un albero o a una roccia per non venire sepolti. Se però dovesse succedere di rimanere sepolti da una valanga, è importante cercare di muoversi verso la superficie, per aiutare i soccorritori a trovarci più facilmente. Ma come sapere da che parte si trova la superficie? La prima cosa da fare se si rimane sotto una valanga che può salvarci la vita è capire da che parte siamo rivolti.

Come capire da che parte è la superficie

Per capire da che parte è la superficie dopoche la valanga ci ha travolti, possiamo utilizzare una tecnica molto semplice. Proviamo a sputare. Se la saliva cade, vuol dire che siamo rivolti con il viso verso il basso. Se invece rimane sul nostro volto, vuol dire che il nostro viso è rivolto verso la superficie, e sarà in quella direzione che dovremo tentare di scavare.

Questo semplice trucco può permetterci di ritrovare l’orientamento, e assistere il lavoro dei soccorritori, potenzialmente salvandoci la vita.

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