Era ormai acclarato da tempo ma ieri se ne è avuta una ulteriore probante conferma: ai mercati importano di più i flussi di liquidità che non i dati dell’ economia reale.
Ovvero l’economia reale condiziona in sottofondo gli umori dei listini, ma fintanto che le banche centrali mantengono un approccio accomodante le borse entrano in un sentiment positivo.
E ieri Draghi ha più volte utilizzato termine accomodante riferendosi alla politica monetaria della BCE prossima ventura.
Le ripetute esperienze del passato aiutano a considerare la leva dei tassi una sorta di panacea in grado di guarire qualsiasi crisi ed evitare o comunque arginare la recessione.
Salvo poi arrendersi nella fasi più critiche del ciclo economico, se possibile anticipandole nei prezzi di borsa.
Cosa non convince in questa fase
Qualcosa però non convince in questo atto di fiducia.
L’elemento dirimente e di conseguenza dubitativo è che le crisi precedenti sono partite con livelli di tassi di interesse ben più alti dello zero attuale.
Quindi all’avanzare della crisi economica i tagli dei tassi erano ossigeno immediato sia per l’economia che per gli speculatori e gli investitori di borsa.
Ora coi tassi a zero questo semplice meccanismo in area UE è interdetto.
Per evitare la recessione si dovrà dunque semmai di nuovo parlare di QE o di LTRO ma questi sono meccanismi di liquidità pro sistema bancario…
E questo non è direttamente interconnesso col ciclo economico come in passato.
Alternative per la crescita ed evitare la recessione
Se restringiamo il raggio di osservazione alla attività della BCE, escludendo i meandri politici di Bruxelles, esistono comunque delle vie per ottimizzare i propri interventi.
In questo senso il modello britannico potrebbe essere valido riferimento.
Per banche che non rispettino determinati parametri la Bce potrebbe chiedere/imporre l’intervento degli stati in partecipazione come accaduto per Barclays e tante altre banche inglesi.
In questo modo con controlli dall’interno si risolverebbe anche il problema di re-indirizzare le banche verso la propria attività naturale: il credito.
Oltre a questo sul modello della BOE la BCE anche tramite i canali della banche nazionali potrebbe attivare linee di credito di liquidità dirette per esempio a favore delle aziende o attività che creino nuovi posti di lavoro…
Insomma magari parzialmente ma un po’ di concorrenza alle banche private non potrebbe che giovare.
Ed allo stesso tempo sostenere in modo concreto ed innovativo il ciclo economico.