Giornata difficile per le Borse che prima partono al rialzo e poi invertono la direzione per finire in profondo rosso. La mattinata si è aperta con un deciso rimbalzo dei mercati azionari, però durato solo un’ora. La speranza che Russia e Ucraina potessero trovare una intesa è svanita con la dichiarazione di Mosca di proseguimento dell’offensiva. Gli oltre 60 km di mezzi militari russi verso Kiev fanno temere che la città possa cadere sotto il controllo della Russia.
Schizzano petrolio e criptovalute
Le immagini dei convogli militari e le dichiarazioni di Mosca per il proseguimento dell’offensiva totale hanno causato una serie di eventi sui mercati finanziari. I prezzi delle materie prime sono nuovamente schizzati in alto. Il prezzo del petrolio WTI USA e quello del Brent è salito del 7%, oltre i 100 dollari, ai massimi da 7 anni. Il prezzo del future sul gas naturale è salito di quasi il 4% e quello del future sul frumento è cresciuto del 5%. Poiché l’Ucraina è considerata il granaio d’Europa, adesso si temono ripercussioni sui raccolti e quindi una produzione ridotta.
La guerra avanza e le Borse crollano ed ovviamente sono tornati a salire i beni rifugio. Il prezzo del future sull’oro è cresciuto di quasi il 2% raggiungendo i 1.940 dollari l’oncia. L’esclusione dal circuito SWIFT della Russia ha spinto in rialzo anche i valori delle criptovalute. Il prezzo del Bitcoin rispetto al dollaro è salito del 15% negli ultimi 15 giorni e del 6% nella sola giornata di oggi. Anche Ethereum, seconda criptovaluta per capitalizzazione, oggi ha guadagnato il 5%. L’apprezzamento contro dollaro nelle ultime due settimane è del 12%.
La guerra avanza e le Borse crollano ma a Piazza Affari decollano i prezzi dei BTP per questo motivo
Dopo un avvio positivo, le Borse europee hanno invertito marcia a metà mattinata sulle notizie dell’aggravarsi degli scontri di guerra in Ucraina. Le maggiori Piazze europee hanno chiuso con cali vicini al 4%. Solo Londra ha limitato le perdite con un ribasso attorno all’1,7%. La Borsa di Milano ha chiuso con un calo in linea al resto delle Borse europee. Dopo un avvio promettente, il Ftse Mib (INDEX:FTSEMIB) è passato in negativo dopo la prima mezz’ora di scambi ed ha chiuso in rosso del 4,1% a 24.363 punti.
Paradossalmente è crollato del 7% il differenziale di rendimento tra BTP e Bund decennale. Lo spread tra titoli tedeschi e italiani è tornato sotto 150 punti, chiudendo a 146. Un’ottima notizia per il nostro debito pubblico. I forti acquisti dei nostri BTP hanno spinto in alto i prezzi e in basso i rendimenti. Per fare solo un esempio, il BTP in scadenza tra esattamente 50 anni, a marzo 2072, nella seduta di oggi ha chiuso a 92 centesimi in rialzo del 6%. Il fenomeno del fly to quality, ovvero lo spostamento dei capitali dai mercati rischiosi a quelli meno rischiosi, spinge i prezzi dei nostri BTP.
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