Finalmente il giorno tanto atteso è arrivato. I vertici della Banca centrale USA, oggi, terranno la conferenza stampa finale a conclusione della riunione prevista in calendario tra ieri ed oggi. Riunione nella quale, indubbiamente, i fantasmi di inflazione, stagflazione, crescita e tassi saranno stati intravisti, se non addirittura protagonisti all’ordine del giorno.
Difficile, infatti, che visti gli ultimi sviluppi registrati sul fronte del rialzo dei prezzi al consumo, ad esempio, Jerome Powell e colleghi non abbiamo considerato come affrontare l’immediato futuro. Infatti lo stesso Powell ha dovuto ammettere recentemente che l’inflazione, vista come fenomeno momentaneo, avrebbe potuto anche essere non così tanto passeggero come previsto.
Dunque la FED inaugurerà la nuova era delle politiche monetarie? A prescindere da tutto, sembra essere praticamente certo il fatto che il tanto atteso tapering potrebbe essere annunciato già oggi. Nel mirino potrebbero esserci gli acquisti obbligazionari da 120 miliardi di dollari fatti sul mercato. Il che significa che la Banca centrale USA sarebbe sul punto di sfruttare ancora le armi a sua disposizione ma con un’intensità minore.
La FED inaugurerà la nuova era delle politiche monetarie?
Punto centrale della prossima conferenza stampa sarà senza dubbio il registro comunicativo. Soprattutto nel caso si sia parlato, in questa riunione, dell’impennata dell’inflazione. Gli economisti e gli strateghi di mercato di Bank of America, ad esempio, prevedono che possa esserci una nota che specifichi le dinamiche e le tempistiche di un eventuale tapering. Parallelamente è possibile che l’annuncio tenda a sottolinearne la natura flessibile.
Al di là delle varie teorie, non più tardi di sei mesi fa la FED si dimostrava fiduciosa su crescita, ripresa, controllo dell’inflazione e gestione della pandemia. Quella che oggi, invece, si prospetta davanti agli occhi dei membri del FOMC, il braccio operativo della FED, è una tabella di marcia che non appare minimamente certa. Il panorama, infatti, vede una strada molto stretta e tortuosa da percorrere.
Qualora, infatti, la FED decidesse di mantenersi ancora accomodante, potrebbe inviare un messaggio di sottovalutazione circa i processi (e soprattutto gli effetti) inflattivi già in corso. Avviare, invece, un tapering accelerato potrebbe innervosire i mercati per via di un rialzo immediato dei tassi, ormai da tempo ai minimi. Attualmente le scommesse degli operatori guardano a giugno 2022 come il primo step per un eventuale stretta sul costo del denaro. Prima della fine del prossimo anno, però, già se ne intravede un secondo. Per i più aggressivi, poi, ce ne potrebbe essere anche un terzo.