Investimento immobiliare ad alto rendimento e adatto a un piccolo risparmiatore

settore immobiliare

Affrontiamo il discorso relativo a un investimento immobiliare ad alto rendimento e adatto a un piccolo risparmiatore L’investimento immobiliare è da sempre in cima nella lista dei desideri degli italiani. Ovvero: compro casa, la metto in affitto e “guadagno” sulle pigioni. Ma è davvero così semplice? È una soluzione fattibile, a portata di tutti? Quella più redditizia in assoluto? Al netto delle eccezioni, la vera-verità è molto diversa rispetto ai film che uno si fa. A meno che una casa non la si erediti, o non sorge in un luogo in cui la domanda di case è fortissima tutto l’anno (Roma, Milano, Venezia, …), poi tutto è da vedere. Ci sono tante rogne che uno non considera mai prima.

Imprenditori immobiliari? È per pochi (o pochissimi?) non ci si improvvisa

Vediamo come possibile un investimento immobiliare ad alto rendimento e adatto a un piccolo risparmiatore. È concreta l’idea che dall’oggi al domani ci si riscopra affaristi del mattone? Dubbi, tanti. Perché  occorrono enormi 1) capitali, 2) competenze, 3) capacità. In pratica un buon 70%-80% degli aspiranti tali è tagliato già fuori. Per chiudere una compravendita come per mettere a nuovo uno stabile da renderlo appetibile sul mercato, vanno via soldi-tempo-energie da paura. Il tempo è poi in assoluto la risorsa che non si considera mai. La ricerca della casa, le visite, poi il contratto, i successivi lavori edili, la ricerca dell’inquilino “giusto”. A quantificarlo, un anno di tempo che nel 99% dei casi non sarà mai ripagato. Per non parlare delle spese, un lista interminabile: manutenzione dell’appartamento o del condominio, tasse, extra che non mancano mai. Infine il timore che l’inquilino non paghi o danneggi casa, e gli inevitabili mesi sfitti dello  stabile.

Una possibile soluzione

Quindi perché investire un buon €150.000 per avere solo 7 pigioni nette, pulite, l’anno? Ipotizzando un fitto medio di €700, sarebbe €700x7mesi = €4.900. Ovvero un “misero” 3,25% a fronte di una tonnellata di sbattimenti vari. Il signor Rossi vivrebbe 100 anni in più se solo aprisse un banale conto deposito a lungo termine al 2,5% lordo annuo. E dormendo sonni profondi e godendosi tempo e vita. Ma se proprio volesse un investimento immobiliare ad alto rendimento e adatto a un piccolo risparmiatore? La risposta c’è: il crowdfunding immobiliare, ad esempio.

Come funziona?

Parliamo di un investimento immobiliare ad alto rendimento e adatto a un piccolo risparmiatore. Il crowdfunding immobiliare è una sorta di “raccolta collettiva” di danaro al fine di permettere a un costruttore edile di realizzare l’immobile. Oppure di comprare e rivenderlo direttamente. Dipende dallo statuto della società di funding, ma la filosofia di base tra di esse poi grosso modo si somiglia. Queste società d’intermediazione (sono piattaforme online) propongono i migliori progetti e raccolgono il danaro presso i piccoli risparmiatori. I soldi confluiscono in un conto corrente separato e destinato al progetto; se questo non decolla, viene tutto restituito. Il signor Rossi, scelta la proposta più gli garba, in pochi minuti e con pochi capitali (€1.000 come €10.000 o anche più), diviene pro-quota socio o proprietario dell’immobile. Poi aspetta la chiusura del deal, e a successiva rivendita incassa il suo capitale e l’utile. Di solito i tempi di ritorno del capitale investito sono nell’ordine dei 24/36 mesi, mentre i tassi di ritorno medi pari a circa l’8%/10% lordo su base annua.

Morale

Ecco dunque un investimento immobiliare ad alto rendimento e adatto a un piccolo risparmiatore. Ovviamente bisogna prestare molta attenzione 1) alla società intermediaria di funding, 2) al costruttore. Nel caso più assurdo si potrebbe andare incontro al fallimento di uno dei due. Uguale identico al fallimento di una banca, per intenderci. Tuttavia ad oggi (il crowdfunding immobiliare è già attivo da qualche anno) non si sono avuti episodi del genere. Quindi si tratta di un’ipotesi abbastanza remota. Ma offrirebbe un’interessante opportunità d’investimento a costi (monetari, di energie, di tempo) imparagonabili rispetto all’esperienza diretta nel mattone