Interpretazione della Cassazione sulla possibilità del saldo e stralcio

taglio cartelle esattoriali

La Cassazione è intervenuta nuovamente sulla questione delle cartelle esattoriali soggette al saldo e stralcio. Si precisa che per saldo e stralcio si intende una riduzione delle somme dovute per i contribuenti in difficoltà economica. L’agevolazione è stata introdotta dalla legge n. 145 del 2018 e riguarda soltanto le persone fisiche. Inoltre, ha per oggetto solo alcune tipologie di debiti riferiti a carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.

L’intervento della Corte di Cassazione

La questione affrontata dalla Corte di Cassazione con la recente sentenza ha riguardato l’interpretazione dell’art. 4 della predetta legge. In particolare, l’interpretazione della Cassazione sulla possibilità del saldo e stralcio, è caduta sull’espressione soglia “per singoli debiti”. Secondo gli Ermellini, poiché la norma non parla di una soglia per «singolo debito» ma per «singoli debiti», ciò darebbe un valore unico alla cartella. La conseguenza di questo apparente svista o errore grammaticale, sarebbe rilevante, ridimensionando l’effetto vantaggioso della pace fiscale. Il tutto, per l’impossibilità di ricorrere al saldo e stralcio per mettersi in regola sui singoli carichi di una cartella per multe stradali sotto i 1.000 euro.

L’interpretazione

Quindi, entrando più nel vivo della interpretazione della Cassazione sulla possibilità del saldo e stralcio, operiamo talune precisazioni. In particolare, la Corte reputa che il decreto legge del 2018, parlando di «debiti residui», faccia riferimento a posizioni debitorie risultanti da più atti di riscossione. L’interpretazione corretta della norma, quindi, comporterebbe che l’annullamento sotto i 1.000 euro sia legato al valore complessivo dei carichi di ciascuna cartella. Ciò in quanto l’espressione «debiti» usata dalla norma è posta al plurale, appunto. All’opposto, se la norma fosse stata posta al singolare, parlando di «debito singolo», il limite dei 1.000 euro avrebbe riguardato ogni carico.

I giudici della sezione tributaria ritenevano che nell’ambito operativo della norma rientrassero tutte le cartelle il cui singolo carico fosse di 1.000 euro, anche se l’importo complessivo fosse superiore. La terza sezione della Cassazione, invece, ha reputato che questa interpretazione non sia in linea con il tenore complessivo della norma. Per quanto riguarda, invece, le cartelle con debiti di altra natura, diversi dalle multe, come ad esempio sanzioni amministrative o tributi la situazione è differente. Cioè, la soglia dei 1.000 euro è valida per ogni singolo carico perché si tratta di debiti diversi e non cumulabili.