In questi casi lo Stato ti obbliga a pagare più tasse

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La tassazione nel nostro Paese è molto elevata, in particolare per i lavoratori autonomi. Spesso è proprio il Fisco che scoraggia i giovani e disincentiva l’imprenditoria. Negli ultimi anni però, lo Stato ha introdotto un nuovo approccio tributario finalizzato ad agevolare l’avvio di nuove attività imprenditoriali. La Redazione di ProiezionidiBorsa ha analizzato recentemente i criteri di accesso al regime forfettario. Sappiamo quindi che le partite IVA individuali con un fatturato inferiore a 65.000 euro pagano solo il 15% di IRPEF. In alcuni casi la tassazione scende addirittura al 5%. Esistono però una serie di situazioni nelle quali non è possibile accedere a questa fiscalità agevolata. L’articolo 1 della Legge 190/2014 specifica le cause ostative al regime forfettario. Insomma, in questi casi lo Stato ti obbliga a pagare più tasse. Vediamo, quindi, i casi in cui il regime forfettario resta un miraggio.

Le cause ostative

In linea generale possono accedere al regime forfettario le partite IVA che non superano i 65.000 euro di fatturato annuo. Questa opzione non si limita ad un’IRPEF del 15% ma esonera da alcuni obblighi tipici per gli imprenditori. Non è necessaria, infatti, alcuna registrazione di fatture. In più, prevede una semplificazione della documentazione fiscale obbligatoria ed anche l’esonero dalla gestione IVA attiva e passiva.

Così come dalla facoltà di agire come sostituto d’imposta. Non tutti gli imprenditori con fatturato inferiore alla soglia possono però beneficiare di questo trattamento. I soggetti non residenti nell’Unione Europea e le società immobiliari non possono godere di questo beneficio. Allo stesso modo, gli imprenditori che siano anche titolari di quote societarie relative ad attività dello stesso settore non potranno beneficiarne. Anche i settori soggetti a regimi IVA agevolati non consentono l’accesso al regime forfettario. In questi casi lo Stato ti obbliga a pagare più tasse sui tuoi redditi da lavoro autonomo.

In questi casi lo Stato ti obbliga a pagare più tasse

La norma vuole evitare che un dipendente si licenzi per continuare l’attività da autonomo beneficiando di un regime agevolato. Questa casistica è esplicitamente vietata dalla Legge 190/2014 proprio per evitare un abuso del beneficio fiscale. La normativa limita anche la possibilità di un cumulo reddituale. Non possono accedere al regime forfettario gli imprenditori che percepiscono redditi da lavoro dipendente di importo superiore a 30.000 euro all’anno.

Se i redditi da lavoro dipendente non superano questa soglia invece, il contribuente non dovrà nemmeno procedere al cumulo. Pagherà, quindi, la normale IRPEF sul lavoro dipendente e l’aliquota agevolata sull’attività autonoma. Ricordiamo che da quest’anno tutti gli esercenti dovranno emettere scontrini telematici. Questo obbligo interessa anche coloro che sono soggetti al regime forfettario. Per questi ultimi, resta, invece, facoltativo il ricorso alla fattura elettronica. I contribuenti possono scegliere se emettere il documento fiscale nel nuovo formato o mantenere il precedente modello cartaceo.

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