Il ragù di carne profuma di famiglia, di domeniche passate a tavola e di amore. Certo, amore perché per preparare questo sugo per pranzo bisogna alzarsi molto presto la mattina e farlo cuocere per ore. Solo l’amore verso la propria famiglia spinge qualcuno a svegliarsi molto presto la domenica e spesso sono o le nostre mamme o le nostre nonne a farlo.
Il soffritto da preparare, la carne da selezionare e soprattutto la passata di pomodoro sono quegli ingredienti che riescono a fondersi insieme creando una magia di sapori ed odori unica. Tuttavia, di fronte a questa magia potremmo sbagliarci di grosso. Non tutti i formati di pasta accompagnano bene questo sugo e in molte regioni italiane sbagliano.
Se da una parte c’è un trucco per pesare la pasta senza bilancia, dall’altra non c’è un trucco per capire che pasta usare. Dobbiamo saperlo e seguire i consigli degli esperti. Infatti, in moltissimi sbagliano il tipo di pasta da abbinare al ragù di carne.
Scegliere la pasta lunga, sempre
Il ragù di carne, così come i sughi che prevedono del pesce, hanno necessariamente bisogno di pasta lunga. Se vogliamo avvicinarci alla perfezione, dovremmo addirittura scegliere della pasta lunga e ruvida. Magari quando scegliamo il pacco di pasta al supermercato, cerchiamo di guardare per bene la crosta della pasta. Più la vediamo rugosa e meglio è. Gli spaghetti sono una scelta già migliore rispetto ai fusilli o alle farfalle per il ragù, ma la scelta migliore è ancora altrove.
In moltissimi sbagliano il tipo di pasta da abbinare al ragù di carne
Se escludiamo le farfalle, pasta perfetta per sughi con formaggi o comunque sughi abbastanza liquidi, ci restano poche altre scelte. Come ricordato prima, dobbiamo scegliere una pasta lunga e rugosa: le pappardelle.
Ecco, le pappardelle sono perfette, così come i tortiglioni o le tagliatelle. La carne, infatti, con questa pasta riesce a legarsi meglio, la sua parte rugosa tratterrà meglio il sugo. In altre parole, ciò che dobbiamo evitare come la peste è lasciare nel piatto il sugo dopo aver finito di mangiare la pasta.
Infatti, se da una parte con un po’ di pane possiamo fare una scarpetta e risolvere il problema, dall’altra non abbiamo cucinato un piatto di pasta per poi mangiarla con il pane.
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