Gli investimenti in alcuni settori possono tramutarsi in un gioco pericoloso. Soprattutto se si tratta, come in questo caso, di settori particolarmente generosi ma anche potenzialmente volatili. In primo piano, adesso, ci sono i petroliferi dove sono In arrivo altri tagli sui dividendi. Ecco dove.
Investire in titoli italiani
Con il petrolio che è arrivato a toccare i $ 20 al barile e con il gas naturale che ha visto anche $ 1,70 il problema per i titoli energetici diventa sempre più grande. Chi vuole investire in titoli italiani focalizzati sull’energia, può guardare ad uno di pilastri del Ftse Mib. L’italiana Eni ha preferito tagliare gli investimenti confermando una cedola che, allo stato attuale dei fatti, è particolarmente alta. Nello specifico i vertici del cane a sei zampe avevano deciso già poco dopo la metà di marzo di cancellare la proposta di buyback da 400 milioni di euro.
I piani di investimento
Parallelamente si è anche deciso di dare una sforbiciata ai piani di investimento previsti per il 2020. Numeri alla mano si parla di qualcosa come 2 miliardi di euro in meno sul capex e di 400 milioni sull’opex (spesa operativa). Stesso ragionamento è stato fatto per il 2021 con circa 2,5-3 miliardi di euro sempre sugli investimenti. Si tratta per lo più, come hanno specificato da Eni, di attività upstream, sviluppo e ottimizzazione della produzione. Ma se per Eni il dividendo è salvo, non si può dire la stessa cosa per altri titoli.
In arrivo altri tagli sui dividendi
Il calo delle azioni ha creato, apparentemente, interessanti opportunità sui dividendi. Ma questo non significa che si stia parlando anche di dividendi sostenibili. Anzi, analizzando la situazione, dove ci sono in arrivo altri tagli sui dividendi, sembrerebbe proprio che alcuni nel settore ci sono diversi titoli a rischio. L’esempio arriva dagli Usa dove le aziende di shale oil, già ampiamente indebitate, hanno dovuto fare i conti con i costi, alti, di una produzione che, alla fine, valeva sempre meno. Nel mondo del petrolio, ad esempio, ExxonMobil e Chevron sono i nomi più noti e potenzialmente più stabili. Ma anche su di loro si stanno addensando nubi minacciose.
Taglio del rating
Nel caso di Exxon, ad esempio, non si può fare a meno di ricordare che l’azienda è stata oggetto di un taglio del rating da parte di S&P che ha diminuito il suo giudizio da AA+ ad AA. Inoltre Exxon ha dichiarato che avrebbe “ridotto significativamente la spesa” in risposta al crollo dei prezzi del petrolio senza però rilasciare ulteriori dettagli. Ma se i giganti mondiali del barile sono costretti a dover rivedere i loro progetti proprio a causa dell’epidemia di Covid-19, cosa significherà questo per tutte le società indipendenti?
I titoli da evitare
Nel segmento di esplorazione e produzione, Occidental Petroleum e Apache possono tranquillamente rientrare tra i titoli da evitare. Entrambe hanno già ridotto quasi interamente i loro dividendi. La prima dell’86% e la seconda è scesa da $ 1,00 per azione all’anno a soli $ 0,10. Una crisi che si sta accentuando anche nel segmento della perforazione. Transocean e Diamond Offshore Drilling, ad esempio, avevano già fatto tagli sui dividendi molto tempo fa ma Nabors Industries e Patterson-UTI potrebbero essere i prossimi. Il dubbio arriva anche per Helmerich & Payne, nonostante un aumento continuo della cedola per 44 anni consecutivi.