Quante volte capita di sentirsi osservati dai vicini nel condominio. Oppure che alcuni loro comportamenti possano diventare pesanti e addirittura violenti. Ebbene, è giusto che i Lettori sappiano per loro tutela che il reato di stalking condominiale esiste ed è regolamentato in maniera abbastanza precisa.
Il Tribunale di Campobasso, con la sentenza n.530 del 2019, ha specificato, infatti, che questo reato si configura quando certe condotte ripetute generano, a carico di un condomino, uno stato d’ansia reiterato nel tempo così grave da modificarne le abitudini di vita.
I comportamenti di questo genere sono di norma ripetuti, per l’appunto, illeciti e vessatori. Generano un grave timore nel condomino che li subisce e che lo induce a dover modificare in modi imprevisti e coercitivi la sua vita.
Per esempio, se un condomino parcheggia sempre la sua autovettura in uno spazio in cui ostruisce l’uscita di casa di un altro, in maniera reiterata. Oppure se il condomino si fa trovare spesso all’ingresso del cancello, aspettandone un altro quando rientra a casa. O se tiene il volume della radio e della televisione alto a tutte le ore. Dunque, il vicino impiccione, potrebbe essere imputato per stalking condominiale: ecco cosa dice la legge.
L’inquadramento di legge
In generale, una persona che decide di rendere la vita impossibile al vicino, o al dirimpettaio, soprattutto per futili motivi, sta commettendo reato di stalking condominiale. Purtroppo, i comportamenti vessatori possono diventare anche gravi, minatori e violenti. In caso di condanna la pena prevista è la reclusione fino a sei anni e sei mesi.
Chi viene colpito da questi comportamenti può difendersi in diversi modi. In primis, bisogna comunicare la questione all’amministratore di condominio. Nel caso in cui la problematica non venga risolta, la vittima può sporgere denuncia al tribunale territorialmente competente. Da lì in poi sarà la giustizia a fare il suo corso. Infatti, l’articolo 612 bis del codice penale disciplina il reato di stalking.
I requisiti perché si configuri reato
Il condomino che accusa di stalking il proprio vicino deve dimostrare in giudizio il danno psicologico subito come diretta conseguenza ed effetto di una condotta persecutoria reiterata. Ovvero, deve provare che la sua vita non è più la stessa a causa del condizionamento subito dalle vessazioni altrui. In questi casi il vicino impiccione potrebbe essere imputato per stalking condominiale, ecco cosa dice la legge.