Il settore immobiliare americano tiene, seppur con qualche balbettio

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Edilizia NO risk negli USA, fino a quando?

Il settore immobiliare americano tiene, seppur con qualche balbettio i dati macro di giornata sono complessivamente rassicuranti:

Permessi di costruzione rilasciati (Ago) 1,229M 1,310M 1,311M
Concessioni Edilizie (Mensile) (Ago) -5,7% -0,1% 1,5%
Partite correnti (2° trim.) -101,5B -103,5B -121,7B
Apertura di nuovi cantieri edili (Mensile) (Ago) 9,2% 5,8% -0,3%
Nuovi cantieri edili residenziali (Ago) 1,282M 1,235M 1,174M

 

I primi due dati in effetti potevano fare scattare un alert ma quando poi si constata che i nuovi cantieri crescono del 9,2% contro attese al 5,8% si capisce che qualche migliaio in meno di permessi rilasciati su una cifra in valore assoluto ancora altissima sono informazione da tenere d’occhio ma non ancora un allarme.

Da qualche mese questo dato è in rallentamento ma come ci ha insegnato la crisi su-prime non è la quantità di costruzioni che incide ed inciderà sulla tenuta del settore con conseguenti riverberi sull’economia complessiva;  sarà piuttosto la qualità dei crediti concessi per addivenire a nuovi permessi di costruzione e poi realizzarli a fare la differenza nel bene o nel male.

In questo senso la lezione presa dalle banche americane dovrebbe avere lasciato il segno e cancellato o comunque diluito le probabilità che le banche stesse riprendano a concedere credito senza più attenersi alle più tradizionali regole di buonsenso.

Se nei prossimi mesi questa tendenza dovesse però accentuarsi ecco che allora la qualità del credito concesso, più ancora che ai compratori finali, alle imprese costruttrici diverrà fattore determinante per capire e verificare la solidità del sistema .

Sistema che deve essere pronto a reggere anche una inevitabile, prima o poi, fase di rallentamento cui potrebbe, non dimentichiamo, contribuire l’ormai prossimo, nelle attese, aumento dei tassi di interesse da parte della FED.

Perché se è pur vero che comunque i contraenti privati un tasso di interesse sui propri mutui, il rischio maggiore in una situazione di stretta monetaria ricadrà sulle grandi imprese immobiliari di stampo industriale. Gigantesche ditte  che lavorando su grandi numeri ed enormi fatturati riescono, a differenza dei privati (come peraltro accade anche da noi), a spuntare tassi davvero in linea con quanto la FED concede alle banche.

Un macro osservatorio complesso dunque quello che a regime consente di tenere d’occhio un ‘area, come quella del mattone,  ancora centrale nell’economia a stelle strisce.

Il primo vero alert lo registreremo quando Permessi di costruzione e Apertura di nuovi cantieri dovessero scendere in contemporanea, da lì sarà poi necessario  analizzare rapidamente le altre voci sopra menzionate per evitare di farsi trovare col cerino in mano.

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