Il prezzo del petrolio sale ai massimi da tre anni, ma il top potrebbe essere molto vicino

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Il prezzo del petrolio sale ai massimi da tre anni, ma il top potrebbe essere molto vicino. Come già scritto nei report precedenti, infatti, nel corso degli ultimi 3 anni area 80 dollari ha sempre respinto le velleità dei rialzisti. Bisogna, quindi, prestare molta attenzione e non farsi trovare impreparati.

Questa settimana sono gli Stati Uniti che hanno fornito la spinta propulsiva al rialzo. Gli analisti, infatti, ritengono improbabile che gli Stati Uniti rilascino riserve di greggio di emergenza o vietino le esportazioni per allentare le forniture limitate. Tuttavia, il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha detto che tutti gli “strumenti sono sempre sul tavolo” per affrontare le difficili condizioni di approvvigionamento energetico sul mercato.

In passato le riserve strategiche degli Stati Uniti sono state solo in alcune occasioni, tipicamente dopo uragani o altre interruzioni di fornitura. Tuttavia, c’è un’importante novità che potrebbe condizionare la politica energetica a stelle e strisce. Dopo un divieto di 40 anni sulle esportazioni di greggio nel 2015, la nazione è diventata un importante esportatore. Non deve sorprendere, quindi, che non abbia ancora parlato di tagliare le esportazioni.

Intanto l’OPEC potrebbe aumentare la produzione per moderare il prezzo del petrolio, seppure con gradualità.

Il prezzo del petrolio sale ai massimi da tre anni, ma il top potrebbe essere molto vicino: le indicazioni dell’analisi grafica

Il petrolio  (prezzo in tempo reale) ha chiuso la seduta del 1 ottobre a quota 79,35 dollari in rialzo del 1,34% rispetto alla seduta precedente. La settimana si è chiusa con un rialzo dello 4,57% rispetto alla chiusura settimanale precedente.

Time frame settimanale

Quella del 8 ottobre è stata la più elevata dall’ottobre 2018. Facciamo notare che nel corso degli ultimi 3 anni area 80 dollari ha sempre respinto le velleità dei rialzisti. Bisogna, quindi, prestare molta attenzione e non farsi trovare impreparati. Potremmo assistere, infatti, a un repentino cambio di tendenza. L’attenzione, quindi deve restare massima.

Il superamento di area 81,7 dollari farebbe scattare le quotazioni nuovamente al rialzo verso gli obiettivi indicati in figura con la massima estensione in area 120 dollari.

I ribassisti potrebbero prendere il sopravvento nel caso di chiusure settimanali inferiori a 69,2 dollari. In questo caso dovremmo ricalcolare gli obiettivi ribassisti.

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Time frame mensile

Notiamo solo che il limite invalicabile di lungo periodo passa per area 76,8 dollari. Non è da escludere, quindi, che faccia sentire la sua spinta ribassista e faccia ritracciare, almeno temporaneamente, le quotazioni del petrolio.

In questo caso gli effetti si potrebbero immediatamente apprezzare anche sul time frame settimanale.

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