Emozionato come non mai, Fabio Fazio intervista Papa Francesco durante la diretta di «Che tempo Che fa» in onda ieri sera su Rai 3. Un’intervista che il Vescovo di Roma definisce «incontro» e si rivolge al giornalista con il «tu», rappresentativo di un dialogo diretto, faccia a faccia, senza distacco.
I contenuti
Diversi i messaggi e i punti salienti dell’«incontro». Dai migranti al concetto di indifferenza, dalle guerre, al «clericalismo spirituale» e al rapporto genitori figli. Senza dimenticare l’aggressività sociale e «l’aumento di suicidi tra i giovani». Quasi sottomesso, Fabio Fazio non osa mai incalzare Sua Santità come pure spesso è abituato a fare con altri interlocutori. Il Papa appare sereno ma concentrato e meditativo rispetto ad ogni risposta.
I migranti
«Non sono un campione di pesi» afferma in risposta alla domanda su come faccia a «sopportare» il peso del Mondo sulle proprie spalle. Ma il Papa con la semplicità che lo distingue, paragona il tutto alla capacità quotidiana di ogni uomo comune di sopportare le difficoltà del lavoro, della famiglia. Della vita quotidiana. Sul tema migranti cui spesso il Papa pone attenzione, invita i Paesi a collaborare e accordarsi tutti affinché ogni Paese possa dire «quanti rifugiati può accogliere». Un invito agli altri Paesi Ue a collaborare con Spagna e Italia (che sono i due prescelti) dove si catapultano migliaia di richiedenti asilo. «Ciascuna nazione dia una sua disponibilità sul numero di migranti che può ospitare» e seguire. Cioè accogliere, accompagnare e far integrare realmente nel mondo del lavoro e della vita sociale. Tutto per mettere fine ai respingimenti che spesso avvengono da parte degli Stati.
Il Papa da Fabio Fazio «la mondanità spirituale» il vero rischio della Chiesa
Poi la guerra come distruzione e controsenso della Creazione. Ma anche figlia della cultura dell’indifferenza di quella incapacità di saper «toccare» attraverso il tatto, l’altro. «Quando fai l’elemosina, tocchi la mano della persona cui doni qualche centesimo? lo guardi negli occhi», afferma Papa Bergoglio. E da qui anche il rischio che la Chiesa sfoci in una «mondanità spirituale che giunge al clericalismo, alla perversione della Chiesa che genera rigidità e putredine».
Ha pochi amici ma veri il Papa che dice chiaramente: «ho bisogno degli amici». Ama il tango e da piccolo voleva fare il macellaio perché vedeva che era uno dei mestieri che portava profitto. Studioso di chimica si stava appassionando alla medicina quando poi a 19 anni «è giunta la vocazione e sono entrato in seminario», afferma.
Un messaggio per tutti
Un incontro per tutti. Non solo per credenti e cattolici ma rispettoso e accolto da tutti sebbene non ne avesse le pretese. Si tratta della peculiarità di questo pontificato che dialoga indistintamente con l’altro «non so se credi, non credi» ma puoi «pregare» dirà il Papa suggerendo di fare come i bambini che dicono: «papà, mamma». E sul rapporto genitori–figli evidenzia l’importanza della vicinanza intesa come tempo trascorso insieme nel gioco, nel parlare, nel divenire complici.
Il Papa da Fabio Fazio evidenzia rivolgendosi proprio ai cattolici «la mondanità spirituale» come il vero rischio della Chiesa. Poi il saluto e il pubblico dello studio Rai in piedi.