Il dubbio che assale molti è quando vendere le azioni

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In America si è aperto un caso di non poco conto che alimenta chiacchiericcio. Dai registri del Senato risulta che 4 politici prima dell’avvento del coronavirus hanno provveduto a vendere le azioni. Il dubbio che assale molti è se sia stato un colpa di fortuna oppure c’è dell’altro. Tra i quattro senatori Usa a finire nel mirino c’è soprattutto Richard Burr, presidente della commissione Intelligence del Senato.

Cosa ha fatto Burr

A febbraio, prima che la pandemia da coronavirus esplodesse, Burr ha venduto tantissime azioni di ristoranti e alberghi. La vendita dei titoli è avvenuta alla vigilia di San Valentino.

Facciamo un passo indietro

Burr una settimana prima dalla data della vendita delle azioni non aveva fatto mistero nel predicare tranquillità rispetto agli effetti da coronavirus imminenti. Il dubbio che viene a molti è il seguente: come mai minimizzava i rischi ma poi ha venduto le quote di 33 società per un valore tra 628.033 dollari e 1,72 milioni di dollari?

A questa domanda non sarà semplice trovare una risposta.

Il dubbio che assale molti è quando vendere le azioni

Chi investe in Borsa non ha la palla di cristallo per sapere cosa succederà in futuro. Ci si affida anche alla conoscenza per scegliere la strategia giusta da fare per guadagnare ed evitare di perdere soldi.
La vicenda di Burr, fa venire più di un dubbio se si ripercorre quanto fatto dall’esponente politico un mese fa. Gole profonde addirittura spifferano e ipotizzano di essere stato destinatario di una soffiata per la posizione di riguardo che occupa.

Cosa aveva fatto nei Palazzi che contano

Burr apertamente aveva annunciato di essere ottimista sulla tenuta degli Stati Uniti rispetto all’emergenza da coronavirus.
Inoltre in passato ha anche votato contro il divieto di insider trading. Trattasi di compravendita di titoli da parte di soggetti in possesso di informazioni riservate non di pubblico dominio. Questa legge riguarda tutti i membri e lo staff del Congresso e per i funzionari federali.
Il caso di Burr non è il solo, in questa situazione figurano anche altri tre senatrici Kelly Loeffler e Dianne Feinstein (democratica), il senatore James Inhofe (repubblicano).
A febbraio mentre molti erano assaliti dal dubbio se vendere le azioni, c ‘erano altri tre politici che hanno venduto azioni giusto in tempo per non perdere soldi.