Il desiderio di incrementare il trasporto green si spinge fino a legalizzare nel Codice della Strada le biciclette contromano.
Nella bozza di modifica del Codice è prevista la definizione di “corsia ciclabile”. Questa corsia potrebbe essere percorsa anche da altri veicoli. Potrebbe anche essere attraversata dalle automobili per raggiungere un’area di sosta. Prima l’idea era quella di separare il traffico a motore da quello delle biciclette. Adesso invece sembra che si voglia gestire una difficile convivenza di veicoli così diversi sulle stesse corsie.
Su questa stessa corsia sarebbe possibile la circolazione delle biciclette contromano. La bozza prevede infatti la creazione di corsie ciclabili sul lato sinistro della carreggiata. Al loro interno le biciclette potrebbero circolare in doppio senso. Quindi alcune biciclette circolerebbero in senso contrario a quello delle auto in transito sulla carreggiata adiacente alla corsia ciclabile.
Il Codice della Strada e le biciclette contromano
Altra novità potrebbe essere il diritto di precedenza per le biciclette. Quando? Le biciclette avrebbero la precedenza su ogni altro veicolo quando transitano sulle strade urbane ciclabili o quando si immettono in esse provenendo da luogo privato. Anche mentre circolano sulle famose ciclabili a doppio senso di marcia le biciclette hanno la precedenza su ogni altro veicolo.
Come sorpassare una bicicletta
Dopo la riforma per sorpassare una bicicletta occorrerà ridurre al massimo la velocità. Poi dovremo sorpassarla lasciando la massima distanza laterale possibile. Però secondo la bozza le corsie ciclabili possono essere creare indipendentemente dalla larghezza della carreggiata. Eppure occorre lasciare la massima distanza laterale possibile. Un mistero.
Inoltre le biciclette potranno viaggiare affiancate anche in numero superiore a due sulle strade urbane ciclabili. Oggi invece esiste il limite di due per le biciclette che vogliano procedere affiancate.
C’è poi il discorso della a bicicletta sulla corsia per i bus. Questa complessa convivenza di veicoli prevede che le biciclette possano circolare sulle corsie riservate ai bus. Ma solo se non sono presenti rotaie per il tram e se la carreggiata è larga almeno mt. 4,30.
Le auto elettriche
Gli stalli per il parcheggio delle auto saranno ancora ridotti per far posto alle zone con colonnina elettrica. Ovviamente queste saranno riservate alla sosta delle solo auto elettriche per la durata del tempo di ricarica. Subito dopo l’auto elettrica dovrà essere rimossa. Quindi acquistare un’auto elettrica non ci consentirà di parcheggiare nella piazzola con colonnina e fare shopping per le seguenti 4 ore. Vigileranno in tal senso i Comuni. Che possono infatti stabilire tariffe di ricarica tali da incentivare la liberazione dello stallo con colonnina entro massimo un’ora dal termine della ricarica. Con un’eccezione. Il termine di un’ora non vale dalle 23,00 alle 07,00 tranne che negli stalli con colonnina di ricarica a potenza elevata.
I Comuni avranno 6 mesi di tempo dall’entrata in vigore della riforma per installare le colonnine di ricarica. La riforma suggerisce una colonnina ogni mille abitanti: i Comuni saranno liberi di prevederne in numero maggiore a seconda dei propri obiettivi green.