I soldi sul conto corrente sono a rischio perdite ma questa è la soluzione per metterli al sicuro

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Chi lascia i soldi sul conto corrente va incontro a perdita sicura. Oggi un conto corrente non offre più nessun tipo di rendimento, inoltre commissioni bancarie e bolli statali falcidiano il capitale lasciato in giacenza. Ma c’è un altro pericolo che incombe sui soldi lasciati in banca, una tassa subdola minaccia il denaro giacente sul conto, l’inflazione. La corsa dei prezzi sta accelerando di mese in mese. In Italia a gennaio l’inflazione è aumentata del 4,8%. Se per il 2022 l’inflazione avesse una media del 5%, ipotesi possibile, ciò che a inizio anno si pagava 1.000 euro a fine anno richiederà 1.050 euro.

I soldi sul conto corrente sono a rischio e allora come si difende il risparmio faticosamente accumulato dall’aumento dei prezzi?  Sicuramente investendo i soldi e non lasciandoli sul conto corrente. Il conto corrente è uno strumento di pagamento. Una famiglia sul conto deve lasciare solo il denaro strettamente necessario che può essere determinato seguendo alcuni suggerimenti.

Individuata la quantità di denaro da mantenere mensilmente sul conto, la famiglia deve determinare dove collocare la cifra rimanente. Chi ha una propensione al rischio molto bassa può optare per 3 soluzioni. Puoi investire i soldi in buoni o libretti postali, che però hanno rendimenti minimi. Oppure puoi scegliere di depositare il risparmio sui conti di deposito. Oggi il migliore conto di deposito rende mediamente l’1% all’anno.

I soldi sul conto corrente sono a rischio perdite ma questa è la soluzione per metterli al sicuro

La terza alternativa di investimento sicura è quella di puntare sui titoli di Stato in particolare sui Buoni del Tesoro Poliennale. Tuttavia in questo momento di forte inflazione e di conseguente aumento dei rendimenti, non conviene puntare sui classici titoli di Stato a tasso fisso. L’investimento più indicato è quello dei BTP legati all’inflazione italiana, i BTPi. A differenza di quelli classici che hanno una cedola fissa, i BTP inflation linked hanno la cedola legata all’inflazione, che viene rivista periodicamente. Quindi più l’inflazione sale e più salgono i rendimenti e i prezzi dei BTPi e invece calano i prezzi dei BTP classici.

Per esempio il BTPi con scadenza maggio del 2023, quindi tra 15 mesi (Isin: IT0005329344), offre un rendimento lordo dell’1,9% se acquistato oggi a 103,8 centesimi e tenuto fino alla scadenza. Ma l’aumento dell’inflazione potrebbe far crescere il rendimento della cedola. Chi puntasse a un rendimento maggiore potrebbe acquistare il BTPi scadenza settembre del 2024 (Isin: IT0005004426). Questo titolo di Stato al prezzo attuale di 112,1 centesimi a scadenza renderebbe il 2,6% annuo lordo.

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