I mercati internazionali provano a rimbalzare con alcuni titoli nel mirino degli analisti

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La minaccia della Russia è diventata plateale: il blocco del gas verso l’Europa potrebbe essere attuato attraverso una riduzione del flusso sul gasdotto NordStream 1. A dichiararlo sono proprio i vertici russi anche se l’opzione di un possibile embargo sul petrolio russo era stata già ventilata poco prima da Antony Blinken, Segretario di Stato statunitense. Sullo scacchiere internazionale, però, si apre anche un altro fronte per quanto riguarda gli energetici. Gli accordi sul nucleare iraniano sembrerebbero registrare dei ritardi a causa di alcune richieste da parte della delegazione Russa.

Ma a prescindere da questo, i mercati internazionali provano a rimbalzare. In una fase di estrema volatilità, le Borse registrano un’apertura debole che si rafforza, però, con il passare dei minuti. Un esempio è ancora Piazza Affari che poco prima delle 10.30 riesce a strappare un +3,2%. A dare slancio è l’idea di possibili bond europei per finanziare i progetti per l’autonomia energetica e la Difesa.

Nel frattempo le materie prime e le rispettive quotazioni continuano la corsa che da tempo li caratterizza. Il tutto mentre l’oro orbita intorno ai 2mila dollari l’oncia. A suo favore, secondo le analisi di Schroders, il lingotto presenta una maggior attrazione in una politica di diversificazione del portafoglio. Sullo sfondo, a dare una spinta ulteriore al rally del metallo giallo, anche lo spettro della stagflazione.

I mercati internazionali provano a rimbalzare con alcuni titoli nel mirino degli analisti

Intanto oggi la Commissione Ue presenta il piano d’emergenza per l’energia, piano il cui scopo dovrebbe essere quello di tagliare dell’80% la dipendenza dell’Unione dal gas russo. Per l’Italia si potrebbe dimezzare la quantità di gas importato da Mosca non più tardi della metà di questo 2022, almeno secondo quanto dichiarato dal ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani.

Nel frattempo gli operatori attendono la prossima riunione della BCE durante la quale, probabilmente, Christine Lagarde potrebbe rivedere le stime di crescita sulla base proprio delle conseguenze che la guerra in Ucraina, ma soprattutto il rialzo dei tassi che, secondo Barclays, non arriverebbe prima del 2023. Inoltre da monitorare sono anche le quotazioni delle materie prime e degli energetici. Infatti non si tratta solo di petrolio o gas, in rialzo estremo anche altri protagonisti meno conosciuti come il palladio (oltre i 3mila dollari l’oncia) e il nichel, quest’ultimo viaggia intorno ai 100mila dollari la tonnellata. In questo panorama, il report di Société Générale pubblicato in queste ore, vede alcuni titoli buy, tra questi Newlat Food, Unilever, Nestlè e Carrefour.

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