I 3 errori da non fare mai quando investiamo i nostri risparmi

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In questo articolo vogliamo approfondire i 3 errori da non fare mai quando investiamo i nostri risparmi. Il nostro Paese è tra i primi al mondo per risparmio privato. Gli italiani hanno accantonato capitali pari al doppio del Prodotto Interno Lordo del nostro Paese. Ma come far fruttare questi patrimoni? Vediamo insieme i 3 errori da non fare mai quando investiamo i nostri risparmi.

Sottovalutare l’orizzonte temporale degli investimenti

Il primo de i 3 errori più comuni dei risparmiatori italiani è certamente la mancanza di pianificazione temporale. Da questo errore ne discendono infatti molti altri. Per quanto tempo potrò fare a meno di questi risparmi? Quando avrò una necessità finanziaria importante? Qual è la mia aspettativa di vita? Queste domande sono molto rare tra gli investitori. Ma sono la base per una corretta programmazione finanziaria. A causa della sottovalutazione dell’importanza di questo aspetto, molti italiani mantengono i propri investimenti molto a lungo. Conti deposito e buoni di risparmio sono ottimi strumenti a breve termine. Ma, se tenuti troppo a lungo nel portafoglio, rischiano di deprimere i rendimenti. E anche il morale degli investitori. Al contrario, un investimento a breve termine su strumenti volatili è una scommessa che normalmente finisce con una sconfitta.

Disallineare obbiettivi e strategia di portafoglio

Può sembrare banale, ma è uno dei 3 errori da non fare mai quando investiamo i nostri risparmi. Durata degli investimenti e volatilità sono direttamente correlati. Quindi, un investimento volatile aumenta le probabilità di ottenere ottime performance se mantenuto a lungo. Nel caso contrario il rischio diventa troppo elevato. Molto spesso gli investitori effettuato operazioni di breve termine sul mercato azionario esponendosi a rischi elevati. Al contrario Warren Buffet, uno dei più celebri investitori al mondo, adotta da sempre una strategia detta buy and hold. Egli acquista titoli azionari a grande potenziale e li mantiene a lunghissimo termine in portafoglio. Con gli straordinari risultati conosciuti in tutto il mondo.

Confondere esigenze di reddito con esigenze di cassa

Redditi e flussi di cassa sono due concetti solo apparentemente simili. Per semplificare, i flussi di cassa sono le spese necessarie per il mantenimento personale. I redditi, invece, sono la somma di dividendi ed interessi su cui l’investitore paga le tasse. Può essere un grave errore fare affidamento esclusivamente sui redditi per ottenere i flussi di cassa che ci siamo prefissati. In molti casi vendere titoli può comportare vantaggi fiscali molto rilevanti. E’ bene diffidare quindi dalle strategie a semplice distribuzione di cedole e dividendi: l’ottimizzazione fiscale può essere davvero strategica. A questo proposito ti consigliamo la lettura della nostra guida su come dichiarare al fisco gli investimenti all’estero.

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