Tiene banco in questi ultimi giorni l’uccisione del generale iraniano Soleimani, con titoli dei media che parlano addirittura di rischio di una guerra Iran Usa. C’è chi para di conflitto mondiale.
- Ma come stanno veramente le cose?
- Potrebbe veramente esplodere un terzo conflitto mondiale?
- E le conseguenze sui mercati dell’attuale situazione?
Le statistiche storiche indicano che in casi ben più gravi, non si scatenò alcun conflitto mondiale. Al massimo guerre che riguardavano la regione mediorientale stessa, o attacchi di tipo terroristico.
Guerra Iran Usa: possibile?
Ad esempio: attacco torri gemelle, conflitti arabo israeliani, conflitti in Siria, Libano ed altre regioni.
- Da cosa nascono questi conflitti?
Si tratta di situazioni mediorientali che vedono una complicata situazione di schieramenti, sunniti contro sciiti, alleanze contro l’Isis, ecc.
Talora alcune di tali componenti si alleano tra di loro, come nel caso dello stesso generale Soleimani, che combattè l’Isis insieme agli USA.
Ma poi, in uno scenario diverso, l’alleato di ieri diviene il nemico di oggi.
Del resto, basti pensare a quanti intrecci ci sono stati non solo rispetto alle diverse componenti che si richiamano all’islamismo, ma anche in riferimento ad israeliani, cristiano maroniti.
La questione relativa all’Iran, nasce da lontano
Quanto meno da quando fu deposto lo scià Reza Pahlavi, con la salita al potere di Khomein.
Già all’epoca si assistette, ovviamente, ad una netta contrapposizione con gli USA, visto che lo scià era filo occidentale ed uno dei principali alleati nella regione.
Come non ricordare l’occupazione dell’ambasciata americana, ed il fallito tentativo di liberazione degli ostaggi, che costò la mancata rielezione a Carter?
- Ma quali le conseguenze sui mercati?
Quasi immancabili, in tali circostanze, aumento di volatilità, incremento delle quotazioni petrolifere, ribassi di Borsa nelle prime fasi.
Ma la situazione attuale e la possibile guerra Iran Usa a cosa è paragonabile?
I paragoni storici
Nella peggiore delle situazioni, è probabile che la situazione attuale potrebbe sfociare in quella della prima guerra del golfo, o della seconda guerra del golfo nel 2003.
Durante la prima guerra la Borsa USA salì, dopo un tentennamento iniziale, ribassarono le Borse europee, salirono in una prima fase oro e petrolio. Salì l’euro dollaro epoi oro e petrolio tornarono a scendere.
Ovviamente questo non significa che ci troviamo nella stessa situazione, ma comunque difficile pensare ad una situazione come quella che portò all’invasione dell’Iraq nella seconda guerra del golfo.
Guerra culminata nella completa disfatta di Saddam Hussein.
Operativamente, si trattò, nella guerra del 2003, di un’operazione di breve durata, quanto all’occupazione del territorio iracheno, ma con successive conseguenze, come un’occupazione militare durata a lungo.
In quel caso assistemmo ad incrementi della Borsa USA, del petrolio, delle borse europee, dell’euro dollaro e dell’oro, insomma salì un po’ tutto.
Forse perché Saddam era considerato una minaccia internazionale (peraltro ricordiamo che lo stesso Saddam aveva avviato una guerra d’invasione dell’Iran, periodo durante il quale fu alleato degli USA).
Quanto meno, dobbiamo sottolineare come Borse USA ed euro dollaro salirono in entrambe le situazioni, cioè in occasione di entrambe le guerre del golfo, e possiamo quindi ritenere che almeno questi due asset saliranno.
In ogni caso, a prescindere dalle possibili previsioni, riteniamo che l’atteggiamento migliore sui mercati sia seguire il trend, in quanto non necessariamente in situazioni analoghe le risposte sono sempre le stesse.
Grafici e tendenze
Ecco, quindi, che possiamo ad esempio seguire le indicazioni del metodo PLT.
Metodo ideato per il lungo termine e che quasi sempre tiene il polso della situazione sino in fondo, senza dare segnali di inversione in presenza di semplici correzioni.
Consideriamo ad esempio il seguente grafico:
Si tratta dello S&P 500 su barre mensili, per precisione l’anno 2018, che termina con la lunga barra ribassista dentro il cerchio, cui segue la successiva ripresa..
Non possiamo non notare come l’anno terminò con significativi segnali ribassisti, eppure poi…ecco la ripresa.
Durante un periodo piuttosto burrascoso come quello, PLT non indicò alcuna modifica del trend rialzista. Ed infatti……
Preferibile, quindi, attendere eventuali segnali, prima di parlare di inversione di lungo.
A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT