Grossi guai su Telegram, ecco cosa si rischia e perché è intervenuta la Finanza

telegram

Telegram è il principale concorrente di WhatsApp come sistema di messaggistica. Il suo punto di forza è sempre stata la privacy che offre agli utenti. Moltissime persone hanno deciso, per questo, di ‘migrare’ e passare all’app di chat blu. Sempre più persone infatti stanno abbandonando WhatsApp, che viene visto come pericoloso per il controllo dei propri dati personali.

Ma Telegram non è tutto rose e fiori. La Guardia di Finanza ha infatti portato a termine, proprio in questi giorni, l’operazione #cheguaio, con tanto di hashtag. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bari si sono occupati della questione.

Denunciate nove persone

Ci sono stati grossi guai su Telegram, ecco cosa si rischia e perché è intervenuta la Finanza. Le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione a un sequestro preventivo di urgenza nei confronti di 10 siti web. Erano gestiti da nove persone. Gli hacker operavano tramite di essi a diffusione illecita del contenuto di giornali, riviste e libri in formato digitale. Chiunque poteva accedere a un canale o gruppo Telegram specifico e procedere al download del materiale. Violando così la normativa sul diritto di autore.

Chiusi 329 canali Telegram

Gli sviluppi dell’operazione sono spiegati chiaramente sul sito ufficiale della Guardia di Finanza. Le indagini sono partite a luglio 2020 da una segnalazione di FIEG ad Agcom. La conclusione è stata questa: le Fiamme Gialle hanno chiuso 329 canali e gruppi utenti Telegram. Hanno anche eseguito, nei confronti di alcuni indagati, perquisizioni domiciliari in Puglia. Inoltre, hanno sequestrato diversi apparecchi elettronici.

La Guardia di Finanza è così entrata in possesso di ulteriori elementi di condotta illecita riguardanti i nove indagati. Questi dovranno rispondere di reati di pirateria editoriale. Impossibile scappare: grossi guai su Telegram, ecco cosa si rischia e perché è intervenuta la Finanza? La risposta è semplice: i siti illegali sono stati chiusi e i responsabili guadagnavano dalle pubblicità inserite nelle loro pagine. I classici banner e pop up che tanto infastidiscono i naviganti.

L’utente medio, in ogni caso, rischia poco o nulla. Gli Esperti della Redazione di ProiezionidiBorsa raccomandano comunque di non iscriversi a canali Telegram di dubbia provenienza.

Consigliati per te