Gli italiani hanno avuto sempre il pallino del gioco online. Nel 2019 gli italiani hanno giocano di più online e lo Stato ha sorriso. I nostri conterranei hanno speso il 2,42% in più rispetto all’anno precedente. Lo Stato è il primo vincitore perché incassa più soldi tramite gli introiti fiscali. In Italia si spende oltre 19 miliardi nel gioco e nelle slot, l’Erario si sfrega le mani perché incassa 11,4 miliardi. Questi dati sono contenuti nel Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli.
Le differenze 2017/2019
Il settore del gioco tra il 2017 e il 2019 ha registrato un trend in crescita: oltre l’8% per la raccolta e il 10% per le vincite. Come abbiamo precedentemente detto gli italiani hanno speso un 2,42% in più. Lo Stato invece ha maggior motivi per sorridere e sfregarsi le mani: perché ha ottenuto introiti del 10% in più. L’Erario gongola grazie all’aumento delle giocate degli italiani nel settore delle carte online e nei giochi d’azzardo a quota fissa. Le slot machine virtuali hanno una impennata: la raccolta passa da 12.866 milioni di euro del 2018 a 15.194 milioni dello scorso anno.
Gli italiani hanno giocano di più online e lo Stato ha sorriso
L’Erario incassa soldi grazie alle slot machine in primis e poi da Lotteria, Lotto e altri giochi. Nonostante tutta questa voglia di giocare alle slot, gli apparecchi diminuiscono sul nostro territorio. Lo Stato nel contempo usa le slot per fare cassa ma cerca di porre un freno con campagne di comunicazione mirate a patologie legate al gioco. L’Adm sullo stesso sito ha reso in modo più chiaro il numero verde nazionale per il sostegno alle persone in difficoltà con il gioco d’azzardo.
Le tasse sul gioco in Italia
Ogni gioco ha le sue tasse. Agli apparecchi, scommesse, gioco online si applica l’imposta mentre per altri c’è l’imposizione di un prelievo oppure un utile residuale, di natura extratributaria. Lotto, Lotterie, Enalotto hanno una tassazione calcolata sull’ammontare della raccolta, detratte le vincite e gli aggi riconosciuti a concessionari, rivendite. Per scommesse, bingo, gioco online i concessionari non hanno un aggio calcolato sul volume di gioco effettuato tranne per i giochi sportivi ed ippici. I concessionari in questo caso guadagnano dalla differenza tra i ricavi e i costi (compreso le vincite) e rischiano in prima persona. In questo caso lo Stato fa un prelievo ottenuto dalla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte. L’Erario grazie a questo sistema di tassazione ottiene importanti introiti per far quadrare i conti. Gli italiani hanno giocano di più online e lo Stato ha sorriso mettendo una pezza ad un bilancio sempre più asfittico