Soprattutto dopo la prima ondata di Covid, chi ha contratto il virus ha spesso subito la perdita (momentanea) di olfatto e gusto. Rispettivamente l’anosmia e l’ageusia hanno preoccupato non poco tutti coloro che con i due sensi ci lavorano. Sommelier, chef, pasticceri, produttori di profumi, critici enogastronomici hanno subito anche gravi danni a livello economico. È anche vero che la perdita del gusto e dell’olfatto sono diventati il primo segnale e il primo metodo di verifica casalinga della positività al Covid. Quanti fra noi, in attesa del tampone, non hanno provato ad annusare profumi o mangiato limoni per vedere se si fosse contratto il Covid?
L’anosmia e l’ageusia sembra essere un sintomo anche della cosiddetta Long Covid e durare anche mesi dopo la guarigione. I ricercatori dell’Università di Perugia e della Michigan University hanno messo a punto un test di valutazione per l’anosmia. Per recuperare il gusto si sta lavorando per un protocollo di riabilitazione che prevede anche la prescrizione di farmaci ed integratori.
In questo articolo vedremo quali cibi sono da preferire se non avessimo ancora recuperato il gusto. La Onlus inglese Life Kitchen ha pubblicato un libro di ricette appositamente per chi soffre di mancanza dei sapori. Il volume gratuito “Taste & Flavour“ fornisce alcune indicazioni.
Ghiaccioli, finocchi e patate, ecco cosa mangiare durante la perdita del gusto a causa del Covid
Chi accusa problemi di ageusia, disgeusia (sentire sapori distorti) o ipogeusia (avvertirli poco) non perde però le sensazioni che passano per il nervo trigemino. Quindi il piccante, il freddo, il caldo sono sensazioni del trigemino che restano intatte. Via libera quindi a peperoncino, zenzero e pepe. Naturalmente non esageriamo: se avvertiamo solo un formicolio dato dalla capsaicina, contenuta nel peperoncino, gli effetti di quest’ultimo ci saranno ugualmente (ad esempio: emorroidi).
Altro trucco suggerito è la variazione della consistenza e delle temperature. Molti riportano come sia poco gradita la consistenza “molliccia” delle verdure lesse. Si prediligono cibi croccanti come il pinzimonio con verdure crude croccanti. Il finocchio crudo tagliato sottile e condito con limone o aceto. L’alternanza di caldo e freddo stuzzicherebbe il nervo trigemino. Possiamo preparare, quindi, una torta di mele fumante con una pallina di gelato. Vediamo allora, quali cibi sono sì e quali no per chi ha perso il gusto.
Cibi da evitare
Fra i cibi che risultano a volte nauseanti ci sono:
- il caffè;
- la vaniglia;
- l’aglio
- la cipolla;
- le uova;
- la carne arrosto.
Cibi consigliati:
- le patate saltate o arrosto: per molti malati di Covid con ageusia sono un vero comfort food perché naturalmente saporite. Inoltre gli autori del libro “Taste & Flavour” consigliano di esaltarne il sapore con le spezie;
- l’aceto;
- la salsa di soia;
- l’ananas che contiene bromelina, un enzima che sollecita la produzione di saliva;
- la pasta cacio e pepe perché il formaggio è molto saporito e il pepe con la piperina stimolano il trigemino;
- i ghiaccioli (nel libro, ad esempio, si trova la ricetta di ghiaccioli alla mela e zenzero da intingere in una salsa con peperoncino e spezie) e il gelato.
- i lamponi che grazie ai chetoni amplificano i sapori.
Per molti che sono colpiti da ageusia, l’importante è allenare il palato e le terminazioni nervose interessate dal Covid. Le pietanze che si preparano devono essere una vera e propria tavolozza di sapori. Deve esserci il dolce e l’amaro, il salato e l’aspro e come in un vero e proprio allenamento, bisogna fare esercizio.
Ad esempio, un noto chef francese consiglia i mandarini e le clementine che stimolano anche l’olfatto e hanno una duplice consistenza.
Ghiaccioli, finocchi e patate, ecco cosa mangiare durante la perdita del gusto a causa del Covid in attesa di recuperarlo.
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