Fondi pensioni in profondo rosso nel I trimestre 2020

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Primo trimestre 2020 da dimenticare per i fondi pensione, i cui rendimenti medi sono stati negativi. A confermarlo sono stati i dati appena pubblicati dalla  Covip, la Commissione di Vigilanza sui fondi pensione. Entriamo subito nel dettaglio del comunicato Covip sui fondi pensioni, in profondo rosso nel I trimestre 2020.

I rendimenti del periodo

I forti crolli di Borsa di marzo ovviamente non potevano non ripercuotersi sui rendimenti delle forme complementari. Che in genere sono stati tutti negativi nel trimestre considerato. Ora, dedotti i costi di gestione e della fiscalità, fondi negoziali, fondi aperti e Pip  di ramo III hanno perso rispettivamente il 5,2%, il 7,5% e il 12,1%. Va ricordato che le ultime due famiglie di prodotti hanno di norma una maggiore esposizione azionaria, il che giustifica la maggiore perdita. Un risultato positivo (+0,4%) lo si ha solo nelle gestioni separate di ramo I, ma c’è un perché. In primis, queste gestioni contabilizzano infatti le loro attività a costo storico e non a valori di mercato (oggi più bassi). In secondo luogo i loro rendimenti sono in buona parte legati alle cedole incassate sui titoli in portafoglio.

I rendimenti su orizzonti temporali più lunghi

Al netto del 1° trimestre 2020 e ragionando su orizzonti temporali più lunghi e più consoni ai tempi del risparmio previdenziale, le cose cambiano. Il peso del crollo di Borsa si avverte infatti molto meno sui rendimenti dei fondi pensione in generale. In generale, nel decennio 2010-2019 il rendimento medio annuo composto si attesta al +3,6% e al +3,8& rispettivamente per i fondi aperti e per i Pip di ramo III. La performance scende al +2,6% per le gestioni di ramo I. Se tutti questi rendimenti li si paragona al 2% di rivalutazione media composta del TFR, ecco che la convenienza dei fondi pensione resta intatta.

I volumi trattati: le adesioni

Altro dato deludente riguarda le nuove adesioni pensionistiche complementari, cresciute solo dello 0,7% sul trimestre precedente. In pratica 68.000 nuove adesioni che hanno portato il saldo di fine 1° trimestre 2020 a quota 9,185 milioni. Se invece  si tiene conto di chi ha in essere più posizioni contemporaneamente, il novero dei risparmiatori aderenti è stimato a circa 8,325 unità.

L’incremento delle adesioni è stato maggiore (+1%) per i fondi negoziali, salite di 32mila posizioni, per un totale di 3,182 milioni. A trainare la crescita sono stati, nell’ordine, il fondo riservato agli addetti del settore edile e quello dei dipendenti pubblici. Passando all’analisi dei fondi aperti, la crescita in valori assoluti è stata di 19mila unità (1,2%), per un totale di 1,570 milioni di posizioni. Infine per quel che riguarda i Pip “nuovi” la variazione positiva è stata del +0,5%, pari a 18mila posizioni e 3,437 adesioni complessive.

Fondi pensioni in profondo rosso nel I trimestre 2020

Per quel che riguarda il capitolo dei “volumi in valore”, le masse gestite ammontavano a fine marzo a 180 mld di euro complessivi. Quanto alle singole ripartizioni interne,i fondi negoziali risultano in calo del 4,3% (rispetto al 4° trimestre 2019), per un totale di 53,7 mld di euro. Nei “nuovi” Pip troviamo masse gestite pari a €35 mld (–1,4%) e €21,6 mld (–5,7%) nei fondi aperti. In quasi tutte queste forme i cali sono dovuti in gran parte alle perdite in conto capitale delle rispettive quote che non già a un riscatto delle stesse.