In alcuni casi per consapevolezza in altri casi per obbligo anche gli italiani negli ultimi anni hanno preso confidenza coi fondi pensione.
Strumenti previdenziali necessari che si sono affiancati e in parte hanno sostituito le polizze vita.
Non staremo qui a fare classifiche su strumenti che per quanto controllati possono comunque resistere alla piena trasparenza in termini formulazione dei rendimenti netti.
Ci limitiamo ad osservare che, dai rendimenti dichiarati, nessun fondo è stato nemmeno lontanamente capace di avvicinare le performance borsistiche degli ultimi anni.
Specie delle Borse USA.
E qui entriamo nella questione.
Meglio un fondo pensione o Dow Jones e S&P500?
Da sempre gli indici americani Dow Jones in primis ma a seguire anche S&P500 e più recentemente Nasdaq sono i primi a risalire la china dopo le crisi.
Qualsiasi sia stata l’intensità del crollo le Borse USA sono sempre all’avanguardia nel ritoccare i vecchi massimi.
Certamente molto prima di quanto riescono a fare i migliori fondi pensione mentre solo talvolta e in modo discontinuo l’impresa di battere il Dow riesce qualche fondo azionario bene gestito.
Insomma per quale motivo dovremmo affidare la pre-videnza a qualche cosa che pre-vediamo che farà peggio di qualcosa altro con probabilità vicine al 100%?
Dow Jones, S&P500 e Nasdaq performances non casuali
Vi è da dire che il comportamento degli indici americani non è affatto casuale.
Gli indici azionari USA sono studiati e costruiti come panieri atti a creare performances.
Vanno quindi ben oltre il mero compito di riflettere il generico andamento delle aziende quotate.
Non solo perché le selezionano e le ruotano con grande frequenza.
E pur non entrando in dettagli troppo tecnici è bene sapere che la rotazione non avviene meramente in base allo spoglio criterio della capitalizzazione ma vi è un vero e proprio screening qualitativo.
Non solo, nel Dow Jones i titoli sono pesati per unità e non per capitalizzazione rendendo ancora meno volatile ed imprevedibile il principale indice mondiale.
Dollaro forte a lungo
Negli anni una scelta così radicale è sempre stata frenata dai timori sul comportamento del dollaro verso l’euro.
Ma il contesto attuale ci spinge a pensare che per lungo tempo sarà ben difficile che l’economia europee a e di conseguenza l’UE e l’euro possano anche solo avvicinare il trend americano e del dollaro USA.
Quindi con il rischio valutario calmierato essere almeno in parte pre-videnti sui mercati USA può rivelarsi una scelta vincente.
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