L’agenzia di rating Fitch ha aggiornato al ribasso le stime sul PIL di vari Paesi del mondo tra cui l’Italia. Nell’ultimo outlook di settembre l’agenzia ha abbassato le previsioni sull’Italia per il 2020 a -10% dal precedente -9,5% stimato a giugno scorso. Attualmente l’Italia è classificata BBB da Standard & Poor’s (la Germania è AAA). Moody’s ci ha assegnato Baa3 (la Germania è Aaa), Fitch ci ha assegnato BBB- (la Germania è AAA). Vediamo che valore hanno questo e altri rating per la reputazione del nostro Paese a livello globale, con gli esperti dell’Ufficio Studi di ProiezionidiBorsa.
In arrivo il rimbalzo ‘cinese’?
Se la ripresa in Europa dovesse proseguire a ritmo degli ultimi mesi, potremmo tornare molto
presto ai livelli precedenti al virus sottolinea l’agenzia Fitch. E si potrebbe replicare il rimbalzo che attualmente beneficia la Cina. Tuttavia, vedendo la situazione reale della nostra economia, potrebbe trattarsi di una stima troppo ottimistica.
I nostri scenaristi ritengono che la ripresa non sarà visibile se non alla fine del quarto trimestre. L’agenzia Fitch aggiorna al ribasso le stime sull’Italia. E ritiene che la situazione migliorerà sensibilmente nel prossimo anno, con la ripresa dei consumi. L’attuale contrazione non dovrebbe scendere sotto quota -9,8% nel 2020. Ma si potrebbe registrare un rimbalzo (+5%) nel prossimo anno. Mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe purtroppo salire all’11% quest’anno e al 11, 7% nel 2021.
Fitch aggiorna al ribasso le stime sull’Italia
L’agenzia Fitch ha aggiornato le sue previsioni per quest’anno sulla base dei dati forniti nei giorni scorsi dall’Istat. Nel secondo trimestre 2020, nonostante la ripresa di maggio e giugno, si stima una netta contrazione congiunturale delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali a causa del forte calo di aprile: -28,2% per il Sud e Isole, -26,6% per il Nord-ovest, -23,2% per il Nord-est e -23,1% per il Centro.
La caduta del PIL italiano, nel secondo trimestre, deve essere però studiata in associazione agli estesi segnali di ripresa che tutti rilevano. Sono emersi da maggio 2020 in poi, con la riapertura delle fabbriche. Inoltre, sono stati moltiplicati gli incentivi fiscali e per la ripresa della produzione industriale e da giugno sono giunti nuovi ordinativi della manifattura. Sono incoraggianti anche i primi dati sugli ordini di nuovi beni provenienti dai mercati europei ed extraeuropei, riguardanti tutte le principali categorie di beni.