E se ci fosse una crisi economica e sistemica? Ebbene nel caso ci troveremo con una FED bene armata a fronte di una BCE decisamente spuntata. Sappiamo bene quanto sia diverso per non dire agli antipodi l’andamento del ciclo economico europeo rispetto a quello americano.
L’Europa soffre sulle soglie della recessione mentre il new deal dell’economia americana non vuole allontanarsi da livelli record di eccellenza.
FED E BCE: Europa e USA storie diverse dal medesimo turning point
E’ lecito domandarsi cosa abbia così distinto i percorsi delle due economie dopo che la crisi del 2008 aveva coinvolto parimenti America ed Europa.
Anzi, forse con il default di Lehman Brothers si può dire che la crisi sub-prime colpì più duramente l’America che non l’Europa.
L’America da molto tempo veleggia in alto mare mentre l’Europa arranca sul piano dell’economia e vede tutte le Borse distanti dai propri massimi storci.
Da cosa sono dipesi i diversi percorsi economici?
Possiamo senz’altro individuare due macro-cause per dare una risposta all’interrogativo:
1 la FED a differenza della BCE ha ripulito le banche anche dagli asset tossici rimettendo nuovamente le banche stesse in condizione di riattivare normali attività di credito
2 la politica Americana specie in era Trump è stata fortemente espansiva a fronte di una Commissione UE propensa all’austerity ed al rigore di bilancio.
A fronte di tutto ciò la FED ha potuto riportare i tassi al +2.5% mentre la BCE è ancora costretta ai tassi negativi ed anzi ha annunciato nuova liquidità gratis sotto forma di LTRO per marzo…
E se ora arriva davvero una crisi economica?
A questo punto è chiarissimo come se nel caso si verificasse davvero una crisi economica ci troveremmo panorami e prospettive completamente diverse tra Europa e Stati Uniti.
In America si partirà da livelli occupazionali, di produzione e di consumi molto alti, quindi un rallentamento ha poche probabilità di arrivare ad essere una vera recessione.
Anche perché la FED grazie ai tassi riportati gradualmente al 2,5% avrà spazi e margini di manovra per ridare energia ai mercati ed alle aziende con la classica leva monetaria del taglio dei tassi di interesse.
Manovra ampiamente testata positivamente specie nell’ultimo decennio.
Viceversa in Europa si parte da livelli macroeconomici molto più bassi e quindi un ulteriore rallentamento significherà recessione vera e propria.
E sappiamo quanto sia più dura la risalita a recessione in corso.
A ciò si aggiunga che la politica di austerity voluta dalla BCE e dall’UE hanno impedito una vera ripresa complessiva dei pesi UE.
In simile contesto la BCE non ha mai nemmeno potuto pensare di rialzare i tassi di interesse.
Pertanto in caso di crisi si troverà completamente spuntata.
Rischio incombente da non sottovalutare specie se la politica continuerà pervicacemente sulla strada dell’austerity.