Farsi accreditare i contributi figurativi quando si è in disoccupazione

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Il decreto “cura Italia” ha prorogato la scadenza per la domanda di disoccupazione 2020 e molti lavoratori si apprestano ad inoltrare la richiesta di sussidio. È possibile farsi accreditare i contributi figurativi quando si è in disoccupazione? Come procedere al meglio? L’assenza di lavoro e il mancato avvio di molte attività, sta causando una forte perdita economica al Paese. Numerose famiglie si ritrovano con meno soldi sul proprio conto corrente e devono ugualmente cercare di far quadrare i conti. Non è un’azione semplice ed immediata, soprattutto quando le aziende chiudono o non aprono affatto. Tutti coloro che versano in uno stato di disoccupazione, potrebbero utilizzare una ulteriore opportunità di beneficio contributivo. Si tratta dell’accredito dei contributi figurativi e vediamo come funzionano.

Cosa sono i contributi figurativi e come funzionano

I contributi figurativi sono dei contributi fittizi. Cosa significa? Tale termine si riferisce a contributi corrispondenti ad un periodo lavorativo in cui il dipendente non ha, nei fatti, prestato servizio. I contributi figurativi si accumulano quando il lavoratore non svolge la normale attività lavorativa ed il datore non è quindi tenuto a versare i contributi. Questi contributi sono molto importanti per garantire il diritto alla pensione ed una copertura assicurativa al lavoratore, soprattutto a chi è avanti con l’età.  L’Inps li accredita d’ufficio, o dietro richiesta del lavoratore, senza costi aggiuntivi. Ci sono dei casi specifici in cui è possibile farne richiesta:

  • disoccupazione;
  • maternità;
  • malattia;
  • cassa integrazione;
  • invalidità;
  • servizio di leva.

In tutti questi casi, è possibile che il lavoratore riceva il versamento di contributi figurativi che lo tutelano maggiormente.

A chi conviene farsi accreditare i contributi figurativi quando si è in disoccupazione

A tal proposito, viene in mente la situazione attuale che l’Italia intera sta vivendo e nella quale si ritrovano moltissimi lavoratori. In particolare, coloro che si apprestano al raggiungimento della pensione e si ritrovano senza lavoro a causa del coronavirus. Farsi accreditare i contributi figurativi potrebbe dare continuità al tempo rimanente per la maturazione dei requisiti minimi per ottenere la pensione. Questi lavoratori potrebbero far leva sul Dpr n. 818/1957. Secondo quanto previsto dalla legge, coloro che versino in stato di malattia e siano disoccupati, potrebbero ottenere l’accredito dei contributi figurativi. Naturalmente, è richiesto un certificato medico che attesti la reale malattia di durata non inferiore ai 7 giorni o il ricovero ospedaliero. È sempre preferibile vagliare il caso singolo e chiedere consulenza agli esperti e agli uffici Inps prima di avviare la documentazione.