Ci siamo resi conto che il prezzo del carburante è aumentato perché ora circoliamo di più con l’auto dopo l’allentamento delle misure restrittive sugli spostamenti. Purtroppo fare un pieno di carburante pesa come un macigno sulla nostra tasca già vuota per altri costi schizzati alle stelle.
Chi non crede a cosa stiamo scrivendo, dia un’occhiata alla colonnina del carburante della propria stazione di distribuzione e se ne renderà conto. Oggi chi si ferma alla pompa per fare rifornimento paga molto di più rispetto a mesi fa. Da facili calcoli, una famiglia paga mediamente 273 euro in più all’anno per fare il pieno di benzina. I prezzi purtroppo stanno avendo un rialzo inaspettato.
Aumenti dei prezzi del carburante
In una sola settimana il prezzo della benzina è passato da 1,588 euro a 1,593 euro al litro. Stesso dicasi per il gasolio che da 1,447 euro al litro di 7 giorni fa ora costa 1,452 euro al litro. Centesimo dopo centesimo la corsa al rialzo pesa come un macigno sulla nostra tasca.
Il Codacons ha calcolato che la benzina in un anno costa il 16,7% in più perciò per fare un pieno di carburante all’auto si spendono 11,4 euro in più. Invece la corsa del prezzo del gasolio rispetto ad un anno fa arriva a +15,7%. Di conseguenza un pieno di carburante nell’auto costa 9,85 euro in più.
L’allarme dei prezzi
Il Codacons si schiera immediatamente dalla parte dei consumatori. Purtroppo l’aumento dei prezzi del carburante ha effetti indiretti su tanti altri beni di consumo. Ad esempio il balzo delle quotazioni del petrolio incide soprattutto sui costi di frutta e verdura per il 35%.
Le quotazioni del petrolio
Il barile, ormai da settimane, segna continui rialzi. I prezzi bassi di mesi fa sono un lontano ricordo. Attualmente il Brent supera i 67 dollari al barile mentre il Wti, petrolio estratto nel Sud degli Stati Uniti, viaggia intorno a 64 dollari al barile. Alla luce di ciò, fare un pieno di carburante pesa come un macigno sulla nostra tasca già vuota per altri costi schizzati alle stelle.