Ecco spiegato questo particolare disturbo che colpisce alcuni di noi durante il sonno e come ridurne la frequenza

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Ogni tanto ci sentiamo dire che prima di addormentarci sobbalziamo. Noi non ne siamo coscienti, ma questo può essere vero e può spaventare chi dorme con noi. E non solo loro.

Solitamente si tratta di piccole contrazioni muscolari, di brevissima durata, che noi recepiamo attraverso la brutta sensazione di cadere nel vuoto. Spesso, infatti, questa ci fa svegliare di soprassalto. Il momento è quello dello sleep start, ovvero il momento iniziale in cui chiudiamo gli occhi e ci stiamo abbandonando al riposo. Il nostro organismo favorisce l’addormentamento, si distende e si rilassa.

Ma vediamolo con maggiore precisione. Ecco spiegato questo particolare disturbo che colpisce alcuni di noi durante il sonno e come ridurne la frequenza.

Evitiamo le sostanze eccitanti e l’attività fisica specie prima di coricarsi, cerchiamo invece di rilassarci e di favorire il sonno con un equipaggiamento comodo

Si tratta del mioclono notturno o spasmo ipnico, ovvero una brevissima e spesso involontaria contrazione di uno o più muscoli, spesso di braccia e gambe. Salvo rare eccezioni in cui serve l’intervento del medico, questa contrazione è benigna. La fase del sonno, in cui solitamente compare, è quella della non Rem (non rapid Eye movement), dato che il battito cardiaco rallenta e anche la frequenza cardiaca, mentre gli occhi rimangono immobili. È esattamente quella in cui stiamo per cadere addormentati. Il sussulto avviene per l’intero corpo, oppure si concentra sugli arti inferiori.

Ma quali sono i motivi dello spasmo ipnico? Non c’è ancora una chiarezza completa su questo disturbo peculiare e sui motivi. Quello che è certo è che ci sono sicuramente dei coinvolgimenti di alcune aree del nostro cervello, come quella chiamata sottocorticale. In questa particolare area del cervello partono degli impulsi non volontari, che generano degli spasmi muscolari, propagandosi nel nostro sistema nervoso. La fase di pre-addormentamento, quindi tra veglia e sonno, è quella in cui maggiormente la scossa nervosa si fa sentire.

Nella maggior parte dei casi lo spasmo ipnico avviene in maniera occasionale, non in tutti i soggetti e non disturba il decorso regolare del nostro sonno. Dovremmo cominciare a preoccuparci solo se questa situazione comincia a presentarsi anche quando siamo svegli e stiamo svolgendo altre attività.

Ecco spiegato questo particolare disturbo che colpisce alcuni di noi durante il sonno e come ridurne la frequenza

Tra i maggiori fattori di queste contrazioni ci sono sicuramente ansia e stress. Se siamo preoccupati o stressati per questioni lavorative o per altri motivi, questo non favorisce un addormentamento sereno. Anche l’abuso di caffeina può essere un motivo, visto che aumenta i tempi richiesti al rilassamento, stimolando lo stato di veglia e mantenendo il nostro cervello vigile. Inoltre se svolgiamo attività fisica poco prima di coricarci, questo può causare un eccessivo stimolamento del sistema muscolare e quindi aumentare gli spasmi.

I rimedi, quindi, possono essere quello di evitare le sostanze eccitanti come teina, caffeina, alcool specie poche ore prima di andare a letto. Cercare di svolgere attività rilassanti come meditazione, yoga e tecniche di rilassamento, ed evitare di fare attività fisica. In più evitiamo di privarci delle ore di sonno e cerchiamo di dormire in una posizione comoda, con materasso e cuscino adatti, che possano favorire il nostro riposo.