Ecco perché per scegliere una bottiglia di buon vino dovremmo fidarci del prezzo, o forse no

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In Italia è risaputo, ci sarebbero 60 milioni di allenatori di calcio e almeno altrettanti enologi. Molti sembrerebbero atteggiarsi a intenditori, utilizzando i 5 trucchi per sembrare abili conoscitori di vini, roteando nei loro calici il divino nettare e prospettandone qualità e sapori al solo sguardo. Avrebbero imparato tutto un vocabolario d’elezione, col fruttato che si abbina al tannino e alle fragranze di vaniglia e cannella. Per i pochi che invece ne capiscono a malapena, abbiamo già indicato diversi modi per non sbagliare. Un metodo prevede l’uso di un filo di lana per capire se il vino è buono.

Se si volesse provare a smascherare un millantatore il metodo potrebbe essere semplice. Si prendano al supermercato due bottiglie identiche dello stesso vino. Si tolga l’etichetta per evitare associazioni e ricordi dei corsi seguiti. A ciò si aggiunga, accanto alla bottiglia, come per dimenticanza, una targhetta con il prezzo. Diciamo che su una mettiamo un prezzo di 3 euro e sull’altra di 30 euro.

Magicamente, l’intenditore di turno tenderà a orientarsi e a indicare il vino migliore verso quello col prezzo più alto. La domanda è: il prezzo indica davvero la qualità del vino? Ecco perché per scegliere una bottiglia di buon vino dovremmo fidarci del prezzo, o forse no.

Steven Spurrier e la degustazione

Steven Spurrier era un inglese trapiantato a Parigi. Nel 1976, organizzò una degustazione di vini californiani. In una terra ad alta tradizione vinicola come la Francia, un vino californiano poteva essere solo uno scherzo. Ideò perciò una sorta di competizione alla cieca (assaggiando il vino, senza conoscerne la provenienza) di 12 vini californiani contro 8 vini francesi riconosciuti tra i migliori. Invitò i maggiori esperti francesi di vino e chiese loro di dare un giudizio a ciascun vino, sulla base di quattro caratteristiche (colore, olfatto, palato ed equilibrio) su una scala da 1 a 20.

Il risultato fu sorprendente: i due vini che ricevettero il voto più alto furono due vini californiani, a onta della supposta superiorità dei prodotti francesi.

Ecco perché per scegliere una bottiglia di buon vino dovremmo fidarci del prezzo, o forse no

Il vino è un bene dell’esperienza (così come un libro), un concetto economico che designa prodotti la cui qualità non può essere apprezzata dal consumatore se non dopo l’acquisto.

Inoltre, il vino e soprattutto il vino pregiato, è un bene di lusso. Come tutti i beni di lusso, man mano che il prezzo aumenta il vino pregiato diventerà più desiderabile da chi potrà permetterselo. D’altro canto, sono gli esperti a decretare la bontà del vino. Se un vino, a detta degli esperti, è un vino eccellente, allora costerà effettivamente di più.

Questo esempio ci insegna due cose. La prima è che dobbiamo fidarci degli esperti. In mancanza di esperti, un venditore potrebbe tendere ad aumentare il prezzo di vini scadenti, facendoli passare per ottimi vini. E noi saremo degli allocchi.

La seconda è che il prezzo esercita un’influenza sorprendente sul tipo di vino da scegliere. Ai nostri ospiti, raccontiamo che il vino che stanno bevendo costa molto: lo assaporeranno con maggiore piacere. Non inganniamoli però con un vino scadente. A risentirne sarà l’amicizia.

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