Ecco perché dopo aver soffiato il naso si dovrebbe guardare nel fazzoletto senza disgusto

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La stagione fredda oltre a regalarci una delle feste più amate dell’anno, porta con sé tantissimi malesseri. Il freddo infatti può creare notevoli disagi e problemi di salute in chi soffre di determinate patologie. A tal proposito si dovrebbe prestare attenzione anche a questi lievi disturbi spesso ignorati perché l’infarto potrebbe arrivare più facilmente con l’inverno.

Ma tra i malesseri più comuni a tutte le fasce d’età rientrano sicuramente il naso chiuso e il raffreddore. Quando siamo colpiti dal raffreddore, tendiamo spesso a buttar via frettolosamente il fazzoletto. Ma ecco perché dopo aver soffiato il naso si dovrebbe guardare nel fazzoletto senza disgusto.

Il nostro corpo, infatti, è una macchina perfetta e quando qualcosa non va, accende sempre un campanello d’allarme. Osservare il nostro corpo e le sue reazioni è molto importante per comprendere se qualcosa non va. Pertanto se siamo abbastanza bravi ad ascoltarlo, potremmo ottenere delle diagnosi precoci ed evitare tante conseguenze. Si pensi ad esempio a quanto sia importante osservare l’urina che potrebbe avere tracce di sangue ed essere il campanello d’allarme del tumore alla vescica.

Anche quando soffiamo il naso è importante osservare il colore del muco che potrebbe indicare la presenza di un’infezione e richiedere una cura specifica.

Ecco perché dopo aver soffiato il naso si dovrebbe guardare nel fazzoletto senza disgusto

Il muco è una sostanza fluida e filante prodotta dalle ghiandole secretorie di molte parti del corpo. Normalmente il muco è trasparente, ciò in quanto è composto da acqua, proteine e anticorpi in grado di contrastare agenti esterni come batteri e germi. Il muco delle vie respiratorie, pertanto, è fondamentale per umidificare il tratto respiratorio e catturare eventuali microrganismi e particelle estranee.

Tuttavia, spesso a causa del freddo o di sbalzi termici, si è colpiti da raffreddori e congestioni nasali. In tale situazione si produce muco, il naso si chiude e si possono avere difficoltà a respirare. In questo caso, oltre al raffreddore ci potrebbe essere una implicazione, oltre che del naso anche dei seni paranasali e si potrebbe parlare di rinosinusite . I sintomi sono un po’ più forti rispetto al classico raffreddore. Infatti si potrebbe avere la perdita dell’olfatto, mal di testa, ovattamento auricolare e muco giallastro, viscoso e denso. Il colore del muco, in questo caso, segnala un ambiente insalubre e pieno di batteri tale da rendere necessaria una visita specialistica. Ciò soprattutto se tale fenomeno si presenta più volte durante l’anno o nel caso in cui duri per oltre 12 settimane. La rinosinusite potrebbe essere causata anche polipi nasali.

Cosa fare

Controllare pertanto nel fazzoletto può essere molto importante. Infatti se si tratta di rinosinusite di origine batterica, potrebbe rendersi necessaria una terapia antibiotica con l’aggiunta di cortisone. Mentre, nelle forme acute ricorrenti, si potrebbe rendere necessaria la chirurgia endoscopica rinosinusale.

Ad ogni modo, in questi casi sarebbe opportuno, in forma preventiva effettuare lavaggi nasali quotidianamente, utilizzando soluzioni fisiologiche.

Approfondimento

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