Per diventare esperti di vino è necessario fare tanta pratica. Quando apriamo una bottiglia, non è necessario conoscerne storia e segreti e non serve sapere riconoscere l’annata e la provenienza. Essere consapevoli dei propri limiti è già un buon passo se vogliamo sorseggiare un bicchiere di vino in compagnia.
Pochi concetti utili
Il vino ha moltissime sfumature e la combinazione tra odore e gusto ci permette di capire la qualità. Ma il primo elemento che ci deve colpire è l’aspetto. Dopo che ci viene versato, possiamo prendere il bicchiere in mano e osservarlo a distanza, possibilmente mettendolo davanti a uno sfondo bianco. Tovagliolo o tovaglia andranno benissimo. Inclinando il bicchiere possiamo notare se il rosso tende al chiaro oppure al bruno. Se il vino è bianco, sarà giallo paglierino oppure ambrato. Se un vino rosso è vecchio, avrà molte più sfumature arancioni. I vini bianchi più vecchi sono più scuri. Inclinando il bicchiere possiamo notare la presenza di sedimenti o sughero. Il bicchiere va agitato per una decina di secondi prima di essere annusato.
Questo serve per far evaporare l’alcol e mischiare gli aromi. Infiliamo il naso dentro al bicchiere e inspiriamo profondamente. Dovremmo sentire fragranze di frutti di bosco, agrumi o simili. Il primo sorso deve essere il più piccolo. Percepire il gusto significa avere la prima impressione dal palato, quindi capire l’aroma. Dopo la deglutizione, sarà il retrogusto a dirci se è un vino che fa per noi.
Ecco le regole da seguire per assaggiare il vino al ristorante come i sommelier mettendo in pratica i trucchi dei corsi di degustazione
Ci sono pochissime persone che al ristorante sono in grado di andare oltre quanto si impara in una serata di degustazione. Diventare veri esperti è un lavoro lungo e faticoso. A prescindere dalla compagnia, è bene comunque mostrare un minimo di attitudine. Il bicchiere va tenuto dallo stelo con due dita, soprattutto quando si porge a un’altra persona. Lasciare impronte sul bicchiere non è corretto. Syrah, Shiraz e Cabernet sono più opachi, mentre il Pinot Nero ha più trasparenze. Il vino può essere corposo o leggero. Le essenze sono fondamentali. I vini rossi sanno di bacche, pepe, chiodi di garofano se sono leggeri. Ma anche tabacco, tartufo, cannella. I vini bianchi sono freschi e sanno di agrumi, melone o mango. In ogni caso, evitiamo di dilungarci troppo in descrizioni. Se prendiamo il tappo dopo che il sommelier ha aperto la bottiglia, non annusiamolo.
Tocchiamolo per capire se è bagnato, significa che la bottiglia è rimasta in cantina per molto tempo. Se dobbiamo esprimere la nostra opinione su ciò che stiamo bevendo, non forziamo la mano. Uno dei segreti più importanti quando si parla di vino è legare il gusto a un ricordo del passato. Ma anche chiedere opinioni o conferme a chi ci fa compagnia, ci permette di fare bella figura. Ecco le regole da seguire quindi. Bere e parlare di vino è una questione di condivisione.
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