Ecco in quale caso possiamo risparmiare sulla tassa dei rifiuti evitando inutili sprechi di denaro

tassa sui rifiuti

La tassa sui rifiuti, detta TARI, è una somma di denaro che i cittadini pagano per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Una volta suddivisa in diverse voci, dal 2014 la TARI comprende le vecchie TIA, TARSU e TARES.

Viene definita da parametri fissati a livello nazionale e da una normativa che la regola, ma poi è gestita dai Comuni.

La sua scadenza infatti è definita su base comunale per cui non c’è una data da indicare precisamente che valga per tutta Italia.

In linea di massima però la somma totale viene ripartita in tre rate. Di queste due sono acconti da versare entro la primavera e l’estate mentre la terza è un saldo che solitamente è a fine anno.

Avremo quindi probabilmente rate a marzo/aprile e giugno/luglio per poi saldare il conto finale tra ottobre e novembre.

A volte questa somma da pagare è molto alta e ci chiediamo come poter fare ad alleggerirla. Ecco in quale caso possiamo richiedere una decurtazione dal totale da pagare.

A chi spetta pagare la TARI

Secondo la Legge 147/2013, è tenuto al pagamento della tassa chi possiede o detiene locali o aree scoperte che producono rifiuti urbani. Per cui chiunque disponga dell’immobile, ad uso abitativo o commerciale, è tenuto a pagare la TARI.

Che sia il proprietario, l’inquilino affittuario, il comodatario o in usufrutto, i soggetti che producono i rifiuti sono gli intestatari del bollettino.

Se invece restiamo in un immobile per meno di sei mesi la tassa continua ad essere intestata al proprietario di casa o del locale.

Ecco in quale caso possiamo risparmiare sulla tassa dei rifiuti evitando inutili sprechi di denaro

Spesso però accade di vedere cassonetti della spazzatura colmi o strade invase dai nostri rifiuti.

In molto comuni ormai viene fatta la raccolta porta a porta.

Ma soprattutto nei centri e nelle grandi città la raccolta vecchio stile è ancora in vigore.  Sono diverse le testimonianze di situazioni igieniche precarie date da una raccolta tardiva.

Questo disservizio può portare ad alcune riduzioni sulla tassa di cui vogliamo parlare. Quindi non solo bonus come quello per luce e gas riservati a famiglie a basso reddito.

Sono riduzioni obbligatorie decurtate del 20% quelle che derivano da un mancato o interrotto svolgimento del servizio.

Anche in caso di servizio effettuato in violazione della disciplina avremo diritto alla riduzione.

Si può arrivare ad avere addirittura il 60% di riduzione nelle zone in cui la raccolta non viene effettuata. Questo perché la legge ci dice che la tassa può essere dovuta nella misura del 40% in base alla distanza dal punto di raccolta più vicino.

In ogni caso prove alla mano perché siamo sempre noi cittadini a dover documentare l’accaduto. Questo perché bisogna sempre accertare che il servizio non sia avvenuto o sia avvenuto in ritardo.

Ci sono poi riduzioni facoltative, quindi che vengono rimesse al giudizio dei Comuni. Ad esempio per chi abita da solo, per chi affitta ad uso stagionale o per chi vive almeno per metà dell’anno all’estero.

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