Sembrano non finire mai. Quando si crede di non vederli più, eccole ricomparire, puntuali come le tasse, sulle proprie bacheche. Sono i messaggi copia-incolla, disseminati spesso tramite catene e inoltri WhatsApp, che invitano ad essere condivisi a loro volta. Il contenuto del testo è simile, il più delle volte: c’è il classico titolo sparato, tutto in maiuscole. C’è l’allarme di una presunta violazione della privacy. E ovviamente c’è l’invito a condividere come se non ci fosse un domani.
Ecco il post per non autorizzare Facebook a utilizzare le proprie foto.
Si tratta, ovviamente, di una bufala: l’ennesima. Come si fa ad esserne così certi? Ci sono alcune caratteristiche che lo rendono immediatamente riconoscibile come un messaggio senza alcun fondamento legale. Gli Esperti di ProiezionidiBorsa.it oggi spiegheranno quali sono e perché bisogna diffidare da questo tipo di messaggi.
Ecco il post per non autorizzare Facebook a utilizzare le proprie foto: ci può tutelare?
Il messaggio, come da programma, inizia con la frase ‘Non autorizzo Facebook’ ripetuta per ben quattro volte. Un classico di questo tipo di post. Poi prosegue: “Ricorda, domani inizia la nuova regola di Facebook”. Ma domani quando? Non è specificato da nessuna parte! E questo è un secondo indizio. Non essendoci un riferimento temporale non c’è modo di capire a quale fantomatico cambiamento dei Termini di Servizio di Facebook ci si riferisca. Viene anche ripetuto: “Ricorda che la scadenza è oggi”. Ma non c’è modo di capire a che giorno ci si riferisca.
Il messaggio che ovviamente è diventato presto virale ricorda che, se non verrà condiviso in bacheca, Facebook avrà modo di utilizzare “le tue foto” in fantomatiche cause legali contro di te.
Poi rincara la dose: non solo le foto, ma “tutto ciò che hai pubblicato può essere pubblicato da oggi (di nuovo l’indicazione temporale inesistente), anche i messaggi eliminati”.
E non solo a Facebook, pensate un po’, ma a “qualsiasi organizzazione associata” ad esso.
Quante cose si possono fare con un semplice copia incolla! E dopotutto, è scritto anche nel messaggio: “Non costa niente”.
Fa sorridere che molti pensino di potersi mettersi al riparo da possibili ‘violazioni’ semplicemente copiando e incollando questo messaggio.
È chiaro che si tratta di una bufala priva di fondamento: figuriamoci un giudice che debba decidere per una causa in base a un messaggio Facebook…!