Ieri il video del Presidente Zelensky che ha pubblicamente ringraziato Joe Biden per avere donato altri 800 milioni di dollari in armi. Un accordo tra gli States e Kiev per proseguire nei combattimenti. La somma comprenderà assistenza militare. In particolare armi, mezzi corazzati, munizioni e sistemi di artiglieria. Fin qui quanto comunicato dalle maggiori agenzie di stampa.
Il dettaglio
Droni kamikaze tra gli aiuti inviati a Kiev. Infattisembrerebbe che tra le varie munizioni, gli Stati Uniti abbiano mandato in Ucraina gli Switchblade, i cosiddetti «droni kamikaze». La notizia pare sia stata comunicata dal Funzionario della Difesa americana alla CNN. Non è escluso che le forze militari della NATO posizionate lungo i confini stiano addestrando i militari ucraini all’uso dei droni. In poche parole si tratta di piccoli aeroplani con ali piegate all’interno. Il nome Switchblade significa «coltello a serramanico» e rientrano tra gli aiuti degli Stati Uniti all’esercito ucraino.
Peculiarità
Si tratta di uno strumento particolarmente efficace. I droni sono infilati in tubi di lancio molto piccolo di circa un metro. In fase di lancio, appena escono, aprono le ali ricevendo anche la spinta da un motorino elettrico che li guida a terra.
Possono essere di due tipi a secondo del campo di copertura: da 300 o 600. Il primo pesa intorno ai 3 kg e l’altro sui 23-24 kg. Le due tipologie oltre al peso si differenziano per il tempo di permanenza in volo, che sarebbe maggiore per il modello 600. Sembra infatti possa resistere per circa 40 minuti. Il modello 300 invece reggerebbe in aria circa 30 minuti. All’interno portano telecamere a luce visibile e infrarossi, quindi distinguono le cose cale e quelle fredde e sono in grado di prendere la mira sia di notte che di giorno. All’interno hanno dispositivi di puntamento con carica esplosiva. Le informazioni riportate sono disponibili sul canale You Tube.
Droni kamikaze tra gli aiuti degli Stati Uniti all’esercito ucraino, soldati americani pronti ad addestrare le forze del posto
La particolarità sta nel fatto che questi non servono per osservare ma per inquadrare e colpire. I droni kamikaze vengono comandati a distanza. Nel momento in cui viene individuato il bersaglio, viene azionato il comando e nel colpo il drone si schianta in una sorta di autodistruzione esplosiva. Concepiti per colpire postazioni offensive oppure mezzi militari, il rischio potrebbe essere che se nelle vicinanze dell’obiettivo ci sia altro, chiaramente ne subisce gli effetti. Soprattutto si può individuare un falso obiettivo e paradossalmente colpire una forza amica. Sono i paradossi della guerra.
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