La spesa pensionistica è un fattore che l’Italia è costretta a monitorare da vicino. Con un Paese dall’età media sempre più alta, diventano sempre più delicati gli equilibri tra coloro che sono la parte attiva dei cittadini occupati e quanti, invece, hanno raggiunto l’età del trattamento pensionistico. Non a caso si parla spesso della volontà di rivedere la legge Fornero, ma al di là delle misure sperimentali ed opzionali non si è ancora andati oltre.
C’è un aspetto che non tutti conoscono e che riguarda un vecchio cambiamento apportato dalla legge previdenziale del 1995. Ogni anno che passa, infatti, diventa sempre più importante la quota di contributi da considerare a partire dall’anno 1996.
Cosa cambia dal 1996 in avanti
1996: dovrà dunque tenere conto di questa data, infatti, chiunque intenda iniziare a considerare la prospettiva della pensione. Si tratta di una sorta di sliding door del sistema pensionistico italiano ai fini del calcolo della pensione.
Senza scendere troppo nei dettagli dei calcoli, si può definire quelle che sono le differenze tra le due fasi sulla base di quanto riportato sul sito dell’INPS.
Con il sistema retributivo la pensione si compone di una quota A e di una quota B. La prima si basa sull’anzianità contributiva fino al 31 dicembre 1992 e sulla media dei redditi degli ultimi 5 anni per i lavoratori dipendenti e 10 per gli autonomi. La quota B si riferisce ai contributi versati dal 1° gennaio 1993 e sulla media relativa ai redditi degli ultimi 10 anni per i dipendenti e 15 per gli autonomi.
Dal 1996 in avanti la pensione viene calcolata sui contributi effettivamente versati in tutta la carriera lavorativa. Non a caso si parla di montante contributivo. E si tratta di un sistema ritenuto meno vantaggioso.
Dovrà tenere conto di questa data chi vuole andare in pensione a breve o nei prossimi anni
Con il Decreto Legge del 6 dicembre del 2011 si è comunque avuta la definitiva transizione verso il modello contributivo. Questo ha portato a tre macroscenari che non tengono conto di eventuali situazioni specifiche o temporanee:
- chi ha iniziato a versare contributi a partire dall’1 gennaio 1996 avrà la pensione interamente calcolata con il metodo contributivo;
- chi aveva almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 avrà la pensione calcolata con il sistema retributivo fino al 2012 e contributivo dal 2012 in avanti;
- infine chi aveva meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, avrà la pensione calcolata con il retributivo fino al 1995 e con il contributivo dal 1996 in avanti.
L’auspicabile situazione di avere almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 riguarda, evidentemente, un numero sempre minore di persone ogni anno che passa.
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