Dollaro forte verso i Non Farm Payrolls, Analisi a cura di 24Option

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a cura di Davide Marone Account Manager 24Option

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Continua il rally del dollaro americano che va ad apprezzarsi contro tutte le altre valute, eccezione fatta per lo yen. Il cambio UsdJpy è rimasto infatti piuttosto “cauto” non mettendo a segno quei rialzi che in un meccanismo puramente dollaro-centrico sarebbe lecito aspettarsi. Questo ci fornisce un’indicazione potenziale su possibili future dinamiche di correlazione dello yen con i listini azionari e sull’eventualità che possa innescarsi un fenomeno di avversione al rischio in grado di far apprezzare la valuta giapponese in caso di ribasso delle Borse. Seguiremo questo tema che potrà rivelarsi dominante nei prossimi giorni.

L’evento catalizzatore è invece oggi rappresentato dalla pubblicazione dei Non Farm Payrolls USA, ovvero sia i nuovi posti di lavoro creati nel mese scorso negli Stati Uniti (eccezion fatta per il settore agricolo), da sempre il market mover per eccellenza. Il dato atteso è di 193mila unità contro il dato precedente di 213mila; verosimile che una release di 200mila unità (benchmark spartiacque) o più potrebbe favorire nuove salite del dollaro americano che invece potrebbe “raffreddarsi” con un dato sotto l’aspettativa.

I quadri tecnici hanno avuto ieri grande tecnicalità cosi come li abbiamo descritti: l’eurodollaro è ripartito perfettamente da area 1,1650 arrivando al primo target a 1,1625 e al secondo a 1,16, salvo poi  scendere ancora in serata al cospetto dei primi supporti a 1,1575. Ora plausibile che possa tentare nuovi allunghi verso 1,1550 sul quale si potrebbe assestare prima dei dati. Se i dati penalizzassero il dollaro, allora da 1,1550 vi sarebbero nuove salite verso 1,16, mentre se favoriranno il biglietto verde allora l’obiettivo diventa la soglia di 1,15 che sarà cruciale anche nei prossimi giorni.

UsdJpy continua a mantenere lateralità tra i livelli chiave 111,40 e 112. Come scritto ieri, solo l’uscita da questi livelli potrà determinare una certa direzionalità verso 110,75 nel caso ribassista e 112,70 in quello opposto.

Da manuale invece GbpUsd che ha rispettato perfettamente le nostre valutazioni nei giorni scorsi: dapprima ripartendo al ribasso a inizio settimana a 1,3170 e poi violando l’1,3085 ieri con la strada spianata verso i minimi a 1,2955. I dati saranno determinanti: da 1,2955 si potrà comprare se il dollaro scenderà, mentre nuovi acquisti di dollaro potrebbero portare a discese verso 1,2875.

Lento ma regolare UsdCad che da 1,2980 sta risalendo e, sempre dollaro americano permettendo, appare avviato verso 1,3075. In contrario le vendite sono consentite sotto 1,2975 in direzione 1,29.

Straordinaria tecnicalità pure per il petrolio che ha reagito da manuale al supporto di 67 dollari: potrebbe ora scendere da 69 fino a 68,50, ma attenzione ad eventuali nuovi break sopra 69,40 che potrebbero spianare la strada ad ascese verso e oltre quota 70.

Ottimo anche l’oro che, nonostante le incertezze degli ultimi giorni, ha ripreso a scendere violando i minimi a 1.210 raggiungendo il secondo target di medio periodo a 1.205. Il metallo giallo è da sempre sensibile ai dati americani, pertanto al di là di rimbalzi di breve a 1.205, se il dollaro dovesse apprezzarsi l’oro potrebbe ben scendere verso 1.194 (terzo obiettivo di medio termine). Sui dati (negativi per il dollaro) da valutare long sopra 1.211.