Disoccupazione: ma allora l’Italia non è così male

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L’Italia è sempre nel mirino eppure da mesi è una delle poche nazioni UE che nei dati macro rispetta o migliora le attese: compresa oggi la disoccupazione.

Il dato è uscito a 10,2% versus 10,3% e ci consegna un’Italia molto meno in difficoltà di quanto si vorrebbe fare credere.

E qui parte l’interrogativo chi per primo cerca di infilzare l’Italia?
La cosiddetta speculazione internazionale che ci attacca su spread e Ftse Mib?
Oppure sono le istituzioni UE e FMI che coi continui richiami finiscono per dare esse stesse problemi all’Italia e alimentare la speculazione?

Anche lasciando irrisolto il quesito rimangono dubbi.

Perché la Francia che ha un debito pubblico peggiore del nostro (e oggi anche budget del Governo è uscito malissimo) non riceve i medesimi richiami?

E perché anzi ogni anno Parigi ottiene favorevoli scostamenti dai parametri dell’UE?

E questo nonostante la disoccupazione montante una delle principali cause del dilagare della protesta dei gilet gialli!

Tabella principali dati macroeconomici UE di giornata

Bilancio del budget del governo francese (Apr) -67,2B -62,2B -40,7B
Variazione del tasso di disoccupazione spagnolo -84,1K -67,0K -91,5K
Tasso mensile di disoccupazione italiano (Apr) 10,2% 10,3% 10,2%
Indice principali prezzi al consumo (Annuale) (Mag) UE 0,8% 1,0% 1,3%
IPC (Annuale) (Mag)  UE 1,2% 1,3% 1,7%
Tasso di disoccupazione (Apr) UE 7,6% 7,7% 7,7%

Siamo alle solite, noi rispettiamo il consensus e veniamo bacchettati altri producono numeri disastrosi e tutto tace.

Senza voler fare del vittimismo è chiaro che qualcosa non quadra.

Tra l’altro abbiamo certamente contribuito, insieme alla Spagna, a che anche il dato della disoccupazione UE nel suo  complesso battesse le attese.

Inflazione sotto ampio controllo. Forse troppo…

In tabella vediamo anche i dati sui prezzi in area UE e notiamo come sia l’Indice dei prezzi al consumo che l’IPC siano usciti sotto le attese.

In particolare il primo rilevato a +0.8% versus +1% fa venire dubbi sulla solidità del sistema Europa sulle basi decisionali attualmente dominanti: ovvero quelle dell’austerity a tutti i costi.

Il passo tra la inflazione e la deflazione e la recessione è brevissimo da compiere.

Forse a Bruxelles e Francoforte farebbero bene ad accorgersene velocemente.

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