Guardiamo al futuro con ottimismo. La curva dei contagi finalmente ha preso una piega diversa e i dati delle persone affette da coronavirus sono in calo. In questi giorni si sta parlando della famosa fase 2. Scienziati, esperti, politici sono alle prese con le misure da adottare e ipotizzano di fare un monitoraggio sui cittadini. A far da “cavie” i dipendenti Ferrari (MIL:RACE) in pole position per l’app “Immuni” da coronavirus.
Il lockdown bisognerà metterselo alle spalle. Bisogna ritornare alla vita di sempre ma con le dovute attenzioni. Evitare di ripiombare nel caos infettivo di nuovo è la priorità. Fino al 4 maggio si continuerà su questa linea restrittiva, anche se gole profonde rivelano che qualche sblocco ci sarà. Non è da escludere infatti che le fabbriche siano le prime a riaprire i battenti.
Quale app monitorerà i cittadini
Il nome dell’app che traccerà i movimenti e sarà la spia utile per sapere chi sono i positivi e con chi hanno avuto contatti si chiama Immuni. A creare questa particolare app una società milanese Bending Spoons che fa parte della rete di poliambulatori del Centro Medico Santagostino.
Dipendenti Ferrari in pole position: da dove si parte
Il lockdown va messo alle spalle. I tempi stringono e bisogna farsi trovare pronti. Il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri è intenzionato a far partire la sperimentazione in alcune regioni. Un progetto pilota per testare la fattibilità ma l’orizzonte è quello di estenderla a tutta Italia. I cittadini in modo volontario, per la propria e altrui sicurezza sanitaria, potrebbero scaricarla sul proprio smartphone. Con questa tecnologia si potrebbe evitare un ritorno di contagio da coronavirus.
Il cavallino rampante in prima fila
Per testare meglio l’applicazione, dipendenti Ferrari in pole position per l’app “Immuni” da coronavirus. Nelle sedi di Modena e Maranello i 4mila dipendenti del cavallino rampante rosso hanno dato l’assenso a scaricare l’applicazione. C’è la necessità che questa app per avere una efficacia sia scaricata e usata da almeno il 60% degli italiani.
Come funziona
All’interno c’è una cartella clinica che segna l’andamento del coronavirus con sintomi ed evoluzione. Tramite il bluetooth lo smartphone riconosce gli altri e segnala eventualmente i contatti di coloro che sono stati vicino ad affetti da coronavirus.