Diabete, tumori e dolori reumatici potrebbero portare malattie mentali che tendiamo a sottovalutare, ecco come prenderci cura del nostro cervello

depressione

Che sia una delle malattie che preoccupano maggiormente, si può capire dai dati conosciuti, dalle campagne di sensibilizzazione delle organizzazioni internazionali e dagli studi fatti. L’OMS l’ha inserita ai primi posti tra le malattie che incidono sulla qualità della vita delle persone, peggiorandola gravemente. La depressione è definita la malattia del futuro, ma lo è anche del presente. E se i dati confermano che tra pochi anni questa sarà la malattia più diffusa, la pandemia ha già contribuito a rivederli al rialzo. Erano 300 milioni le persone che ne soffrivano nel Mondo. Secondo uno studio australiano, durante la pandemia sono aumentati del 28% i casi di ansia e del 26% quelli di depressione, soprattutto nelle donne e nei giovani.

Sensibilizzazione e negazione

Secondo l’OMS, la depressione è una malattia mentale caratterizzata dalla perdita di interesse nei confronti della vita, delle persone e della quotidianità. I sintomi sono, tra gli altri, perdita di energia, disturbi dell’appetito e del sonno, ansia e sensi di colpa. Il fatto che in molti Paesi sia del tutto assente un piano di investimenti e di supporto per chi si trova in questa condizione, dimostra come la strada da fare sia ancora tanta. Sono numerose le campagne di sensibilizzazione, come la giornata internazionale della salute mentale che si terrà il 10 ottobre. L’informazione è necessaria per capire quali sono le problematiche su cui bisogna concentrarsi. Per esempio diabete, tumori e dolori reumatici potrebbero avere conseguenze importanti sull’umore e sulla salute mentale.

Chi soffre di un male conclamato, spesso è il primo a negare la situazione di sofferenza mentale. La depressione colpirebbe il 25% delle persone affette da malattie reumatiche, il 20% di coloro che soffrono di diabete e circa il 16% di chi soffre di neoplasie. Esisterebbe una correlazione tra queste malattie e la depressione. Nel senso che una potrebbe peggiorare l’altra. Tanto che il rischio di aggravare la condizione fisica e avere una evoluzione negativa potrebbe essere 3 volte maggiore nelle persone che soffrono del male oscuro.

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La depressione sarebbe in grado di modificare il cervello se la situazione di sofferenza si protrae nel tempo. Avrebbe lo stesso effetto di una malattia neurodegenerativa. È quanto emerso da uno studio canadese che aveva come oggetto la depressione non curata. A guidare gli studiosi è stato l’avanzamento dell’infiammazione, causa della depressione, che dopo 10 anni di malattia è risultata più estesa. Altri studi hanno stabilito una diminuzione della integrità della materia bianca e un restringimento dell’area dell’ippocampo. Si sta cercando di capire se i farmaci utilizzati per le infiammazioni possano avere effetto nella cura della depressione. Ma i farmaci da soli non basterebbero. Seguire una dieta corretta, inserire gli omega 3 nel regime alimentare, fare esercizio fisico e non essere sovrappeso, possono contrastare questo processo d’invecchiamento del cervello. Al momento questa appare la terapia più efficace di tutte.

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